Osservatorio StrategicoUcraina

Yatsenyuk: la Cina non è neutrale, per Kiev oggi impossibile riprendere territori

Secondo il resoconto diffuso da Chatham House, l’ex primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk ritiene che il sostegno della Cina alla Russia contribuisca a mantenere in piedi lo sforzo bellico di Mosca. Intervenuto martedì 3 novembre a un evento pubblico del think tank sull’andamento del conflitto, ha giudicato irrealistico, allo stato attuale, un recupero di territori da parte di Kiev e ha chiesto nuovo sostegno finanziario per l’Ucraina.

Sul quadro economico russo, Yatsenyuk ha parlato di una situazione «drammatica», aggiungendo però che il presidente Vladimir Putin dispone ancora di risorse sufficienti per condurre la guerra. Tra le ragioni ha indicato l’aumento dei prezzi del petrolio legato alla guerra in Iran e l’appoggio cinese.

Il passaggio più netto riguarda Pechino. L’ex premier ha detto di voler essere chiaro: la Cina non è neutrale, sostiene il conflitto ed è un alleato di Mosca. Ha ammesso il peso di un Paese di circa 1,5 miliardi di abitanti, dotato di armi nucleari e di enorme influenza globale, ma ha sostenuto che proprio questo Paese è il partner strategico più vicino alla Federazione Russa e ha offerto a Mosca una via per aggirare le sanzioni.

Yatsenyuk ha tuttavia distinto tra due piani. Non esistono, a suo dire, prove chiare di forniture di armamenti cinesi alla Russia; non c’è invece alcun dubbio sul fatto che Pechino fornisca materiali a duplice uso.

Alla domanda su quale delle due parti cederà per prima, ha risposto che la Russia finirà per «fare un passo indietro» se si verificheranno alcune condizioni, tra cui un maggiore sostegno finanziario dell’Unione europea a Kiev. Ha quantificato in circa 70 miliardi di euro l’ampio divario di bilancio che l’Ucraina dovrà affrontare l’anno prossimo, di cui circa 40 miliardi necessari per le munizioni.

Sul terreno la valutazione è improntata al realismo. Chiesto se l’Ucraina possa riprendersi i territori occupati dalle forze russe, ha risposto che in questo momento non è possibile. Se però lo Stato ucraino sarà preservato, la guerra finirà e si realizzeranno altre condizioni, compresa una misura «simile al Piano Marshall», allora verrà il momento in cui il Paese recupererà la piena indipendenza territoriale.

Yatsenyuk ha poi respinto la formula «guerra di Putin contro l’Ucraina». A suo giudizio si tratta della guerra dei russi che sostengono Putin contro una nazione indipendente e sovrana. Ha aggiunto che, se Putin morisse, un altro successore proveniente dal KGB ne raccoglierebbe il posto: da qui la necessità, per Kiev, di essere abbastanza forte da sopravvivere, difendersi e preservare il Paese.

Ex primo ministro dell’Ucraina dal 2014 al 2016, Yatsenyuk è fondatore della Open Ukraine Foundation e presidente del Kyiv Security Forum. L’evento, intitolato «Russia-Ukraine war: Who will break first?», è disponibile in registrazione sul sito di Chatham House.

Il commento di GrNet.it

La distinzione tracciata da Yatsenyuk tra armi e materiali a duplice uso va letta come tesi di parte e non come accertamento: lo stesso ex premier ammette che sulle forniture di armamenti non ci sono prove chiare, mentre l’affermazione sul duplice uso resta senza dati a sostegno nel resoconto. Lo stesso vale per i 70 miliardi di euro di divario di bilancio, di cui 40 per le munizioni: sono cifre dichiarate da un esponente ucraino, non verificate da una fonte indipendente. Se confermata, la quota destinata alle munizioni riguarderebbe anche l’Italia, perché sposta la discussione sulla capacità produttiva europea e sui tempi con cui può rispondere. Resta da capire quali strumenti l’Unione europea abbia per distinguere in concreto i flussi civili da quelli militari, e il resoconto non lo dice.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 5 novembre 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

Redazione di GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa attivo dal 2007. Segue quotidianamente le notizie e gli approfondimenti su Forze di Polizia, Forze Armate, scenari internazionali, normativa e concorsi del comparto sicurezza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio