Osservatorio StrategicoUcraina

La rasputitsa limita la manovra russa e mette sotto stress le ferrovie nelle retrovie

«La rasputitsa non è solo un problema per la mobilità sul campo di battaglia, ma per il supporto ferroviario delle retrovie». Con questa frase Emily Ferris, Senior Associate Fellow del Royal United Services Institute (RUSI), apre il nodo di un commento pubblicato il 6 novembre 2026. La tesi è che la stagione del fango, in arrivo con l’autunno, frenerà la manovra russa e metterà sotto pressione le linee ferroviarie che riforniscono le truppe nei territori occupati.

Ferris parte dalle immagini del febbraio-marzo 2022, con le colonne corazzate russe bloccate nel fango alle porte di Kyiv. Allora la scena alimentò il dibattito sulle capacità delle forze armate di Mosca e sui problemi di rifornimento. A quasi cinque anni di distanza, scrive l’autrice, mostra soprattutto che geografia e clima sono elementi ineludibili di ogni teatro bellico. L’esito operativo resta legato a pianificazione e struttura militare russe, ma il meteo inciderà nei prossimi mesi e potrebbe influire anche sulla disponibilità di Mosca a trattare.

Il commento distingue le stagioni. In autunno gli sbalzi tra freddo, pioggia e disgelo riducono la portanza del suolo e rendono difficile l’avanzata di mezzi cingolati e ruotati. In primavera lo scioglimento della neve satura lo strato superficiale del terreno, e le alluvioni possono durare mesi. L’inverno aggiunge giornate corte, neve alta e scarsa visibilità, mentre paludi e fiumi gelati diventano a tratti transitabili. Ne risentono mobilità delle truppe, impiego delle armi, osservazione e coordinamento tra reparti.

Su terreno saturo i convogli si arrestano e l’artiglieria deve restare vincolata alle strade. I mezzi meccanizzati consumano più carburante, si guastano più spesso e diventano più esposti agli attacchi aerei. Il commento richiama un precedente: la Wehrmacht nel 1941, durante l’Operazione Typhoon verso Mosca, si trovò a combattere soprattutto per il controllo delle strade.

Nel 2022, spiega Ferris, l’offensiva verso Kyiv fu frenata dall’effetto del fango su carburante e viveri, in una campagna pensata per essere breve. Le forze russe incontrano limiti quando operano lontano dai propri scali ferroviari, e Mosca ne è consapevole. Furono quindi incanalate sulle strade, con strozzature, mentre i mezzi cingolati non passavano nei campi allagati. La dipendenza dal trasbordo da treno a camion aggrava il problema se il fango persiste, e il calcolo di una guerra lampo si rivelò errato.

Negli ultimi quattro anni, osserva il testo, lo schema si è ripetuto in modo abbastanza regolare. Entrambe le parti cercano di riorganizzare le offensive prima dell’arrivo del fango, si fermano quando inizia la stagione e avanzano poi più lentamente. Le condizioni variano: il nord è più freddo, l’est ha più cicli di gelo e disgelo, il sud intorno alla Crimea è più mite ma con piogge più abbondanti e periodi umidi più lunghi. Le previsioni per l’inverno indicano più precipitazioni e terreno saturo.

Sul versante ferroviario, le forze meccanizzate russe devono restare nelle aree di rete ucraina catturate. I dati sono limitati, ma si ritiene che Mosca controlli il 20 per cento dei binari ucraini, che hanno lo stesso scartamento di quelli russi. Dall’inizio della guerra circa 10.000 km di rete e di depositi di Ukrzaliznytsia, le ferrovie ucraine, sono stati danneggiati o distrutti. Dal 2023 il Cremlino ha investito circa 425 milioni di dollari in nuove linee lungo il Mar d’Azov, che collegano Rostov sul Don ai porti occupati di Mariupol e Berdiansk. Gli scopi sono rotte di rifornimento più sicure, l’aggiramento del Ponte di Kerch e lo sfruttamento delle risorse dei territori occupati.

La costruzione rapida in tempo di guerra ha però lasciato fragilità. Nell’aprile 2024 l’autorità russa per i controlli sui trasporti, Rostransnadzor, ha pubblicato un rapporto molto critico sulle Novorossiya Railways, con numerose violazioni dei requisiti di sicurezza e di esercizio. Nel Donbas i cicli di gelo e disgelo possono danneggiare il calcestruzzo e disturbare i segnali elettrici, mentre il movimento del suolo può spostare il piano di posa e causare deragliamenti. Piogge, neve e sistemi di drenaggio colpiti dagli attacchi aerei erodono la massicciata. Ulteriori rapporti di Rostransnadzor, l’ultimo del marzo 2026, indicano manutenzione carente su tutta la rete russa.

Pesa anche il personale: secondo il sito delle Novorossiya Railways, gli esami d’ingresso al Donetsk Institute of Railway Transport, nell’area occupata, sono relativamente selettivi e attirare giovani qualificati è difficile. I bilanci a dicembre 2025 mostrano uno scarto significativo tra attività previste e reali, con un calo del 42,3 per cento dei ricavi da beni e servizi e del 28,5 per cento del trasporto merci. Il documento lo attribuisce a volumi di traffico inferiori alle attese e alla flessione della produzione industriale nei territori occupati.

Per Ferris la stagione del fango inciderà sia sulla tattica sul campo sia sulle retrovie russe, e i pianificatori di Mosca lo hanno probabilmente messo in conto. L’avanzata ridotta porterà con ogni probabilità a un maggiore ricorso a droni e missili, con Vladimir Putin consapevole che le scorte ucraine di intercettori si assottigliano. In questo quadro, conclude, ci sono pochi elementi per ritenere che i colloqui in vari formati trilaterali producano un accordo soddisfacente per una delle due parti.

Il commento di GrNet.it

Un treno di rifornimenti fermo su un tratto con la massicciata erosa dall’acqua, e un reparto che trasferisce il carico su camion lungo una sola strada, è la scena che spiega perché il fango pesa sulla logistica prima che sulla manovra. Alcuni dei dati più incisivi, come il calo del 42,3 per cento dei ricavi e del 28,5 per cento del trasporto merci, provengono da bilanci e rapporti di enti russi o dell’amministrazione occupante, e vanno letti come dichiarazioni da verificare, così come la quota del 20 per cento dei binari ucraini, che l’autrice definisce soltanto presunta. Anche la conclusione sull’inutilità dei negoziati trilaterali è un giudizio dell’autrice più che un dato. Per un osservatore italiano resta utile il richiamo alla dipendenza dai nodi ferroviari e dal trasbordo su gomma, un problema di sostegno logistico che interessa qualunque forza meccanizzata, anche quelle europee.


Fonte: RUSI · Pubblicato il 6 novembre 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

Redazione di GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa attivo dal 2007. Segue quotidianamente le notizie e gli approfondimenti su Forze di Polizia, Forze Armate, scenari internazionali, normativa e concorsi del comparto sicurezza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio