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Se vince Marine Le Pen: la Francia dell’estrema destra vista da Bruxelles

Il 18 aprile 2027 si terrà il primo turno delle presidenziali francesi e i sondaggi collocano il Rassemblement National (RN) in testa alla corsa, con Marine Le Pen candidata dopo che la Corte d’appello ha ridotto la sua pena di ineleggibilità legata alla condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo. Lo rileva uno studio del think tank European Council on Foreign Relations (ECFR), firmato da Camille Lons, Célia Belin, Constance Victor e Jeremy Cliffe, basato su interviste a figure di primo piano del partito e sull’analisi dei suoi programmi e voti parlamentari.

Il documento sostiene che una presidenza Le Pen costituirebbe una rottura più radicale, per l’Unione europea, di quanto non lo siano stati Giorgia Meloni in Italia o Viktor Orban in Ungheria. La candidatura di Le Pen, secondo gli autori, ha già ridefinito gli equilibri interni al partito: pur mantenendo il duo con il presidente del RN Jordan Bardella, promesso come futuro primo ministro, Le Pen resta la leader dominante, relegando il più moderato Bardella a un ruolo subordinato.

Sul piano europeo, il RN punta a trasformare la Commissione europea in un semplice segretariato, si opporrà a nuovi trasferimenti di competenze su politica estera e difesa, e ha proposto di ridurre il contributo francese al bilancio comune fino al 50%, secondo le dichiarazioni di Bardella citate nello studio. Il partito conserva inoltre un’ostilità di fondo verso la NATO: sebbene abbia sospeso l’ipotesi di un’uscita dal comando integrato dell’Alleanza «per la durata della guerra» in Ucraina, Le Pen ha rilanciato l’idea nel maggio 2026.

Gli autori indicano che la politica estera non è la priorità del partito, il quale mancando di esperienza di governo nazionale e di una rete diplomatica consolidata tende a linguaggi vaghi o contraddittori. Sul dossier Ucraina-Russia, la vecchia guardia intorno a Le Pen continua ad attribuire alla NATO la responsabilità di aver «provocato» Mosca, mentre Bardella ha riconosciuto la «ingenuità» europea di fronte a Putin, pur mantenendo un record di voto poco favorevole a Kiev al Parlamento europeo.

Lo studio individua due faglie interne al RN: la prima riguarda l’opportunità di costruire una «union des droites» con altre forze di destra, alla quale Le Pen resta contraria; la seconda riguarda la concezione della sovranità nazionale, con la vecchia guardia che considera Washington e Bruxelles minacce equivalenti all’autonomia francese, mentre la generazione di Bardella accetta forme di cooperazione europea «scelta».

La conclusione principale è che l’esito più probabile di una presidenza RN sarebbe un isolamento crescente della Francia in un’Unione europea più debole, con possibili scontri anche con governi di destra alleati, come quello di Meloni, sul dossier migratorio, e con l’ipotesi di uno scenario da «sedia vuota» simile a quello del 1965 sotto de Gaulle. Gli autori invitano i partner europei a prepararsi ora, evitando sia la sottovalutazione sia il fatalismo.

Il commento di GrNet.it

Un ministero della Difesa francese guidato da un primo ministro Bardella nominato da una presidente ostile al comando integrato NATO: è lo scenario che l’analisi ECFR chiede di mettere a fuoco, perché toccherebbe direttamente la postura della NATO sul fianco sud e le catene di comando che oggi coinvolgono anche l’Italia. Il punto tecnico che l’analisi solleva, e che meriterebbe più attenzione, è la possibile uscita francese dalla cooperazione su bilancio e politiche comuni proprio mentre l’Europa discute autonomia strategica e riarmo. Per Roma la questione non è astratta: la Francia resta partner industriale in programmi congiunti e interlocutore su Mediterraneo e Sahel, aree dove un governo RN più concentrato su priorità interne potrebbe rivelarsi meno affidabile. Resta da capire quanto la componente Bardella, più aperta al dialogo con Roma e Berlino, riuscirà a bilanciare gli istinti più isolazionisti della futura presidente, e su questo equilibrio si giocherà molto della cooperazione bilaterale in materia di difesa.


Fonte: ECFR · Pubblicato il 4 agosto 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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