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La corsa cinese ai robot umanoidi tra euforia di Borsa e dubbi industriali

Il debutto in Borsa di Unitree, a fine agosto, ha riacceso un dibattito che nel settore tecnologico cinese torna periodicamente: quanto delle valutazioni astronomiche attribuite ai robot umanoidi corrisponde a fondamentali economici reali. Un’analisi di Chatham House ricostruisce la parabola dell’azienda leader cinese nel settore, quotata a Shanghai con una valutazione iniziale di 66 miliardi di dollari, poi crollata di circa 30 miliardi nei giorni successivi. Al 1° settembre il titolo si era stabilizzato attorno al 45 per cento sotto il picco post-IPO.

Il rapporto colloca l’episodio in un contesto più ampio: i video dei robot umanoidi che corrono, saltano e combattono ai World Humanoid Games di Pechino, a fine agosto, hanno inondato i social media, incluso un robot capace di battere il record dei 100 metri di Usain Bolt. In parallelo, il rapporto price-to-earnings di Unitree ha toccato in un certo momento la soglia di 1.300, contro una media di 124 sul listino STAR di Shanghai, un dato che secondo gli autori spiega da solo il successivo ritracciamento.

Chatham House ricorda però che una correzione di Borsa non equivale necessariamente alla fine industriale del settore, citando il precedente della bolla delle dot-com tra il 2000 e il 2002, che azzerò migliaia di miliardi di valutazioni senza segnare la fine di internet. Il nodo, secondo l’analisi, è se i robot umanoidi siano già in grado di svolgere un ventaglio sufficientemente ampio di mansioni da generare profitti, e in quanto tempo potrebbero arrivarci.

Restano limiti tecnici rilevanti: autonomia delle batterie spesso insufficiente, difficoltà di navigazione e nell’evitare ostacoli (molti robot sono finiti contro le barriere durante i giochi di Pechino), manualità ancora rudimentale e limiti nella visione artificiale. I progressi però sono rapidi: AgiBot rivendica batterie fino a 10 ore di autonomia, Linkerbot ha sviluppato una mano capace di posizionare oggetti con un margine di errore di 0,2 millimetri e di sollevare 30 chilogrammi, mentre Hikvision lavora su sistemi di visione 3D.

L’obiettivo dichiarato dal settore è raggiungere il cosiddetto “momento ChatGPT”, definito come la capacità di un robot di completare l’80 per cento dei compiti in ambienti non familiari dopo comandi vocali o testuali. Il fondatore di Unitree, Wang Xingxing, ha stimato che questo traguardo potrebbe arrivare tra due e tre anni in caso di progressi rapidi, o cinque-dieci anni altrimenti; il presidente di ACE Robotics, Wang Xiaogang, si è detto più aggressivo, indicando la fine del 2027.

Il rapporto segnala inoltre che gran parte dei ricavi di Unitree proviene da università e laboratori di ricerca, spesso finanziati con sussidi statali, mentre solo il 9 per cento arriva da vendite industriali, segno di una domanda commerciale ancora debole. Pechino ha inserito la robotica tra le industrie strategiche prioritarie del 15° Piano quinquennale (2026-2030), sostenuta da un fondo di venture capital da circa 138 miliardi di dollari, e i produttori cinesi coprono già oltre il 90 per cento delle spedizioni globali di umanoidi nel primo semestre dell’anno. Chatham House traccia un parallelo con la traiettoria del settore delle auto elettriche cinesi, avvertendo che un eventuale successo commerciale potrebbe suscitare in Europa le stesse preoccupazioni di sicurezza e dipendenza industriale già emerse sui veicoli elettrici, in un contesto in cui gli Stati Uniti hanno già vietato da luglio le importazioni di nuovi robot umanoidi prodotti all’estero.

Il commento di GrNet.it

Il precedente dell’industria automobilistica elettrica cinese, richiamato dallo stesso rapporto, merita di essere preso sul serio: sussidi statali e domanda pubblica hanno sostenuto la crescita di un settore prima che la domanda commerciale fosse realmente pronta, e lo stesso schema si ripete ora sui robot umanoidi. Per l’Italia, che non ha player industriali comparabili in questo segmento, la questione non è tanto se Pechino raggiungerà il cosiddetto momento ChatGPT, quanto quali barriere doganali e normative l’Unione europea deciderà di alzare prima che accada, seguendo l’esempio già dato da Washington sulle importazioni. Va segnalato che il rapporto stesso distingue con cura tra capacità già dimostrate, come l’autonomia delle batterie rivendicata da AgiBot o la precisione manuale di Linkerbot, e traguardi ancora solo annunciati dai vertici aziendali cinesi. Per le forze armate e per la logistica industriale della difesa, che guardano con crescente interesse alla robotica per compiti di supporto e manutenzione, la lezione è che gli annunci commerciali cinesi vanno sempre verificati alla luce dei dati di vendita reali, che restano modesti.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 2 settembre 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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