Il corridoio di Lobito e la corsa ai dati dei minerali critici

Una ferrovia da sola può trasformare l’economia di una regione mineraria strategica? Secondo un’analisi di Chatham House, la risposta è no: il corridoio di Lobito, l’infrastruttura sostenuta dai paesi occidentali che collega il porto angolano sull’Atlantico alle aree minerarie interne della Repubblica Democratica del Congo (RDC) e dello Zambia, rischia di restare un progetto incompiuto se non verrà accompagnato dalla digitalizzazione dei sistemi di gestione dei dati minerari.
Il think tank londinese ricorda due annunci recenti che hanno riportato l’attenzione sul corridoio: il 3 luglio la U.S. International Development Finance Corporation e la Development Bank of Southern Africa hanno chiuso un finanziamento di 753 milioni di dollari per la riabilitazione della linea a binario unico di 1.300 km, la Lobito Atlantic Railway; il 10 luglio il governo della RDC ha approvato una partnership con la società portoghese Mota-Engil per il rifacimento completo del tratto dal confine angolano alle regioni produttrici di rame e cobalto. Le due operazioni si inseriscono, secondo Chatham House, nella competizione geopolitica più ampia tra Stati Uniti, partner europei e Cina, presenza dominante nella regione, su infrastrutture, produzione mineraria e opportunità di sviluppo.
Il rapporto individua nella digitalizzazione un elemento sottovalutato del settore minerario. Database geologici online, strumenti di tracciabilità, portali di trasparenza e catasti minerari digitali sono definiti condizioni essenziali per realizzare le ambizioni minerarie regionali, ma pongono anche problemi di governance: quali dati raccogliere, chi li possiede, dove sono conservati, chi vi accede.
Un esempio citato è la disputa tra il governo belga e KoBold, società statunitense sostenuta da Jeff Bezos e Bill Gates, sulla digitalizzazione degli archivi geologici coloniali della RDC custoditi in un museo belga, al quale Bruxelles ha negato l’accesso all’azienda. Per Chatham House il caso dimostra come la competizione geoeconomica alimenti tensioni pubblico-privato sulla proprietà dei dati.
Angola, RDC e Zambia stanno introducendo catasti online dei diritti minerari, pensati per ridurre le sovrapposizioni e aumentare la trasparenza. Il rapporto segnala però che questi sistemi restano corruttibili, talvolta più facilmente rispetto agli archivi cartacei, e che alcune aziende minerarie hanno perso fiducia in essi a causa di modifiche non tracciate alla proprietà delle concessioni. Un secondo limite riguarda le competenze: durante la DRC Mining Week di Lubumbashi, in giugno, Chatham House ha raccolto testimonianze su personale con esperienza informatica limitata alla guida dei catasti digitali.
Sul fronte della tracciabilità, l’agenzia statale di certificazione congolese CEEC ha lanciato la piattaforma digitale E-trace, ma secondo il rapporto la RDC intende la tracciabilità soprattutto come verifica dei volumi esportati, non come un tracciamento completo dalla miniera al produttore finale. Il documento segnala infine che la componente digitale del corridoio è rimasta indietro rispetto agli investimenti infrastrutturali: mentre gli annunci recenti si concentrano su ferrovia e finanziamenti, la RDC ha firmato con Pechino un memorandum d’intesa per una rete a fibra ottica di 2.100 km lungo il fiume Congo.
Il commento di GrNet.it
Un binario che attraversa tre paesi e un catasto minerario gestito da personale con poca familiarità con i computer: è la distanza tra l’infrastruttura fisica annunciata nei comunicati finanziari e la capacità amministrativa reale sul terreno. Per un osservatore con formazione logistico-militare, il corridoio di Lobito ricorda quanto spesso accada che le linee di comunicazione vengano costruite prima dei sistemi di comando e controllo che dovrebbero governarle: senza dati affidabili sulle merci in transito, la sicurezza della catena di approvvigionamento resta nominale. L’analisi di Chatham House mostra bene come la competizione tra potenze si giochi anche su archivi coloniali e piattaforme di tracciabilità, terreni meno visibili delle rotaie ma altrettanto decisivi. Per l’Italia, attore marginale in quest’area ma interessata all’accesso a minerali critici, la lezione riguarda la necessità di valutare non solo gli investimenti infrastrutturali ma anche chi controllerà i flussi informativi che li accompagnano.
Fonte: Chatham House · Pubblicato il 17 luglio 2026




