Guardia di Finanza

Gas refrigerante di contrabbando: sequestrate 43 tonnellate in un magazzino clandestino

Sette deferiti all’Autorità Giudiziaria, sequestrati 218.000 euro in contanti e tre auto

Castellaneta, 26 ottobre 2026. La Tenenza della Guardia di Finanza di Castellaneta, alle dipendenze del Comando Provinciale di Taranto, ha concluso un’operazione contro le violazioni in materia di sicurezza dei prodotti e di codice del consumo, in particolare legate alla commercializzazione sul territorio nazionale di gas fluorurati a effetto serra di provenienza extra Unione europea.

I militari, nel corso del controllo economico del territorio, hanno rilevato la presenza di un’ingente commercializzazione di gas refrigerante, comunemente utilizzato nel settore automobilistico e nella refrigerazione di condizionatori e frigoriferi domestici e industriali. Sulle etichette delle bombole mancavano del tutto gli elementi obbligatori previsti dal Regolamento (UE) 2024/573, circostanza che ha fatto sorgere dubbi sulla legittima provenienza della merce.

Gli approfondimenti hanno permesso di individuare due aree nella periferia di Castellaneta, utilizzate per lo stoccaggio, il travaso e la falsa etichettatura di bombole provenienti dalla Cina e immesse sul mercato come prodotte in Italia. Durante le perquisizioni, sei indagati, tutti di nazionalità bulgara, sono stati colti in flagranza di reato mentre tentavano di occultare denaro di provenienza illecita, gettando dal balcone un cartone pieno di banconote.

Con l’ausilio di un cane addestrato al fiuto del contante (cashdog), i militari hanno recuperato il denaro, quantificato in quasi 220.000 euro, che è stato sottoposto a sequestro. Sono stati sequestrati anche tre autovetture di grossa cilindrata, centinaia di false etichette, attrezzi da lavoro e materiale per il confezionamento e lo stoccaggio.

Complessivamente sono stati sequestrati 42.786,10 chilogrammi di gas refrigerante contenuto in 3.784 bombole, del tipo R134A e R410A. Se immesso sul mercato, il materiale avrebbe fruttato oltre 4 milioni di euro.

Sette soggetti, sei dei quali di nazionalità bulgara, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, in concorso tra loro, per la violazione dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 811/2026 del 21 aprile 2026, di attuazione della direttiva UE 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, nonché per ricettazione (articolo 648 del codice penale) e frode in commercio (articolo 515 del codice penale).

Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza dei soggetti coinvolti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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