Ancona, 63 evasori totali tra colf e badanti: occultati circa 2,5 milioni di euro

Controlli della Guardia di Finanza sulle omesse dichiarazioni dei redditi nel lavoro domestico, annualità 2020-2024
Ancona, 3 novembre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona hanno individuato 63 collaboratori domestici, tra colf e badanti, qualificabili come evasori totali nel comune di Ancona. Secondo il comunicato, i soggetti controllati hanno omesso la presentazione delle dichiarazioni dei redditi ai fini dell’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) per le annualità comprese tra il 2020 e il 2024, occultando al Fisco elementi positivi di reddito per un ammontare complessivo di circa 2 milioni e mezzo di euro.
L’operazione rientra nel contrasto all’evasione fiscale e all’indebito accesso alle prestazioni sociali agevolate. I controlli economico-finanziari hanno riguardato numerosi collaboratori e assistenti familiari, anche impiegati nell’assistenza sanitaria a anziani ricoverati in strutture ospedaliere nell’intero territorio del capoluogo dorico.
Il lavoro è stato svolto incrociando le banche dati in uso al Corpo con gli elementi acquisiti in collaborazione con gli enti previdenziali operanti sul territorio. Le posizioni selezionate riguardavano collaboratori con regolari rapporti di impiego, che non avevano però presentato la prescritta dichiarazione dei redditi. Avendo percepito compensi annui superiori alla soglia di esenzione prevista dalla normativa fiscale, la cosiddetta no-tax area, i soggetti sono stati configurati come evasori totali, avendo occultato al Fisco l’intero reddito conseguito.
Il comunicato evidenzia che una parte significativa dei collaboratori, in virtù della convivenza presso le residenze degli assistiti, beneficiava di vitto e alloggio a carico del datore di lavoro. Questa circostanza azzera quasi completamente i costi di sostentamento personale, consentendo di accumulare o trasferire buona parte della retribuzione mensile all’estero, con una capacità di risparmio notevolmente superiore alla media degli occupati in altri settori economici. Molti «assistenti familiari», si legge, inviano denaro a parenti avvalendosi di vettori privati o money transfer.
Secondo dati rilevati da altri enti nazionali, i trasferimenti monetari del comparto del lavoro domestico incidono per circa il 20% – 25% sul volume totale delle rimesse inviate dall’Italia, che complessivamente si attesta intorno agli 8 miliardi di euro.
Sul piano investigativo, gran parte dei soggetti ispezionati, molti dei quali di origine straniera e di età compresa tra i 25 e i 60 anni, ha tentato di giustificare l’inadempimento richiamando prassi diffuse nel settore di riferimento o presunte indicazioni verbali ricevute da terzi. Altri hanno addotto come esimenti la crisi geopolitica internazionale e i conflitti bellici globali: motivazioni che il comunicato definisce prive di pregio giuridico e inidonee a sanare l’integrale omissione degli obblighi dichiarativi.
Il Corpo ribadisce la costante attenzione al contrasto dell’evasione fiscale, presidio a tutela dell’equità sociale. Secondo quanto comunicato, l’87% dei soggetti verificati, a seguito dei rilievi dei militari del Gruppo Ancona, ha già attivato le procedure di definizione con l’amministrazione finanziaria per regolarizzare la propria posizione, presentando le prescritte dichiarazioni fiscali.








