Polizia di Stato

Incendi di auto a Corato: arresti domiciliari per due indagati

Le immagini delle telecamere hanno ricostruito la dinamica del rogo. Secondo l’accusa, uno dei due sarebbe responsabile anche di un secondo incendio

Corato, 3 novembre 2026. Il giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura di Trani, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di due persone, di 18 e 27 anni, accusate di danneggiamento seguito da incendio in concorso. La misura è stata eseguita dalla Polizia di Stato nel pomeriggio del 28 ottobre.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, nell’ordinanza sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza per il reato di «danneggiamento seguito da incendio», previsto dagli articoli 110 e 424 del codice penale, oltre alla sussistenza del pericolo di reiterazione del reato. Il quadro resta soggetto alla valutazione nelle fasi successive, con il contributo della difesa.

L’attività investigativa è partita dagli incendi di due autovetture, completamente distrutte dalle fiamme e divampate a distanza di pochi giorni l’una dall’altra.

L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, svolta dai poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Corato, ha permesso di ricostruire «a ritroso» l’intera dinamica dell’incendio di una delle due vetture. Le telecamere hanno ripreso i due indagati mentre si avvicinavano all’auto e la cospargevano di liquido infiammabile.

Ne è scaturita una grossa fiammata, simile a un’esplosione, che non si è propagata alle vetture vicine grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco. Le riprese hanno documentato anche il momento in cui i due si rifornivano di liquido infiammabile presso una stazione di servizio, e il successivo percorso di fuga, fino a quando una telecamera li ha inquadrati a volto scoperto.

Successivi riscontri investigativi hanno consentito di attribuire, secondo l’ipotesi accusatoria, a uno dei due indagati anche l’incendio dell’altra autovettura, avvenuto qualche giorno prima.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. All’esecuzione della misura cautelare seguirà il confronto con la difesa degli indagati, e l’eventuale responsabilità per i reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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