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Il blocco Houthi dell’Arabia Saudita mette Trump all’angolo

Secondo un’analisi di Rosemary Kelanic pubblicata da Responsible Statecraft, il blocco dell’Arabia Saudita annunciato lunedì dai ribelli Houthi dello Yemen rappresenta un’escalation capace di colpire i mercati petroliferi globali in un momento in cui le scorte statunitensi, come quelle mondiali, risultano fortemente ridotte.

Il Mar Rosso, spiega l’autrice, si è affermato non solo come rotta alternativa per il greggio deviato dallo Stretto di Hormuz, ma anche come canale essenziale per l’importazione di grano e altri beni verso l’Arabia Saudita e i Paesi del Golfo. Un blocco effettivo esporrebbe Riad a una forma di guerra economica simile a quella che gli Stati Uniti conducono contro l’Iran attraverso il proprio embargo.

La leva Houthi appare sostanziale: i ribelli potrebbero minacciare l’accesso globale a circa 4,6 milioni di barili al giorno che l’Arabia Saudita esporta attraverso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso. Yanbu è più difficile da colpire per la distanza dallo Yemen e per le difese aeree saudite, ma resta comunque nel raggio dimostrato di missili e droni Houthi, già impiegati contro obiettivi in Israele a diverse centinaia di chilometri di distanza.

Più agevole, secondo Kelanic, un attacco al traffico marittimo nello stretto di Bab-el-Mandeb, prossimo alle roccaforti Houthi in Yemen. Tra la fine di novembre 2023 e la metà del 2024, gli attacchi sostenuti con missili anti-nave e droni, condotti in risposta alla guerra di Israele a Gaza, avevano già fatto crollare del 60% i transiti nello stretto. Una chiusura anche parziale costringerebbe le petroliere dirette in Asia a deviare attraverso il Canale di Suez e il Capo di Buona Speranza, con 2-3 settimane aggiuntive di transito e costi più alti di carburante e assicurazioni.

Il Canale di Suez pone un ulteriore collo di bottiglia, poiché non può accogliere le Very Large Crude Carriers pienamente cariche, costringendo a un passaggio a petroliere Suezmax di capacità dimezzata. L’oleodotto SUMED, che attraversa l’Egitto come alternativa a Suez, opera già alla massima capacità nominale di 2,5 milioni di barili al giorno.

La US Navy scorta segretamente il petrolio attraverso Hormuz dall’inizio di maggio, ma condurre contemporaneamente due missioni di protezione navale, contro Iran e contro gli Houthi, metterebbe sotto ulteriore pressione le capacità americane, con rischi diretti per il personale, come dimostra l’abbattimento di un elicottero Apache statunitense da parte dell’Iran a inizio giugno.

L’analisi ricorda che nel 2025 gli Stati Uniti avevano speso circa 7 miliardi di dollari bombardando gli Houthi senza ottenere risultati apprezzabili, senza mai stabilire la superiorità aerea. Quel conflitto si concluse con un accordo di Trump per salvare la faccia, con cui gli Houthi accettarono di cessare gli attacchi alle navi statunitensi. Kelanic auspica che un pragmatismo simile possa portare Trump a negoziare con l’Iran la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche a costo di concessioni su controllo iraniano ed eventuali pedaggi.

Il commento di GrNet.it

L’analisi non affronta un punto che pesa sulle scelte italiane nel Mediterraneo allargato: la difesa navale contro sciami di droni e missili da crociera a basso costo resta, dopo due anni di operazioni Prosperity Guardian e Aspides, un problema irrisolto anche per le marine più equipaggiate. Sette miliardi di dollari spesi senza ottenere superiorità aerea sugli Houthi sono un dato che dovrebbe interessare chi pianifica l’impiego di unità italiane nella regione, perché segnalano i limiti della deterrenza aerea da sola contro un attore non statale radicato sul territorio. Per la Marina Militare, che partecipa con proprie unità alla sicurezza dei traffici nel Mar Rosso, la lezione riguarda meno l’hardware e più la sostenibilità di lungo periodo di missioni a bassa intensità ma a rischio costante. Resta da capire se un’eventuale escalation sul fronte saudita, con conseguenze dirette sui prezzi petroliferi, spingerebbe Roma a rivedere la postura nell’area o a mantenerla nei limiti attuali.


Fonte: Quincy · Pubblicato il 21 luglio 2026

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