Pontinia, sequestrato impianto a biomasse: tre denunciati per gestione illecita di rifiuti

Sotto sequestro un’area di 15.839 metri quadrati, con rifiuti, scarichi non autorizzati e una discarica abusiva. Deferite tre persone alla Procura di Latina
Pontinia, 3 novembre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno sequestrato a Pontinia un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse, esteso su oltre 15 mila metri quadrati. L’intervento rientra nelle attività di controllo economico-finanziario del territorio e di contrasto agli illeciti ambientali.
Gli accertamenti, condotti dal Gruppo di Latina con il supporto tecnico del personale dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale (Arpa Lazio), hanno fatto emergere indizi di condotte illecite in materia ambientale. Le presunte violazioni sono riconducibili al rappresentante e ai soci di una società di capitali con sede a Pontinia.
Secondo quanto accertato dai militari, sono stati riscontrati l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti, la gestione e lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali e la creazione di una discarica abusiva.
Per interrompere le attività illecite e prevenire ulteriori danni all’ecosistema locale, i militari hanno sottoposto a sequestro l’intero opificio industriale, esteso su 15.839 metri quadrati, su cui insiste l’impianto a biomasse. Sono stati posti sotto sequestro anche 1.000 metri cubi di materiale organico e inerte e 100 metri cubi di rifiuti indifferenziati accumulati illegalmente, tra cui plastiche, vetroresina e materiale ferroso. Sequestrati inoltre 16 silos in vetroresina ormai in disuso e abbandonati.
Al termine delle attività di polizia giudiziaria, tre persone fisiche sono state deferite alla Procura della Repubblica di Latina, ritenute responsabili dei reati previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006, il cosiddetto «Testo Unico Ambientale». È stata inoltre segnalata una società di capitali per la responsabilità amministrativa degli enti derivante da reato, ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001.
Il Corpo sottolinea che l’attività di contrasto riguarda la tutela della salute pubblica e dell’ambiente e, più in generale, la lotta alla criminalità economica. Secondo la Guardia di Finanza, la violazione della disciplina ambientale, come nel caso in esame, può alterare le regole della sana concorrenza tra le imprese.
I provvedimenti cautelari si riferiscono esclusivamente alla fase cautelare. I fatti riportati appartengono alla fase delle indagini preliminari e lasciano impregiudicati il giudizio di merito e, eventualmente, quello del Giudice del Riesame.












