Estradato in Italia latitante albanese condannato per traffico di droga

Smajlaj Fisnik, ricercato internazionalmente, era fornitore di eroina per la cosca Abbruzzese di Cassano allo Jonio
Catanzaro, 26 agosto 2026 – È rientrato in Italia, scortato da personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante albanese Smajlaj Fisnik, condannato in via definitiva dalla Corte d’Appello di Catanzaro a 27 anni e 6 mesi di reclusione per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’estradizione è avvenuta presso l’aeroporto di Fiumicino.
Fisnik era stato ricercato con un Mandato di Arresto Europeo in seguito a un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Era coinvolto nell’operazione denominata «Gentleman II», che il 2 maggio 2023 aveva portato all’arresto di 25 persone e al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.
Secondo le indagini, Fisnik operava come fornitore di eroina – per oltre 30 chilogrammi – in favore della cosca Abbruzzese di Cassano allo Jonio. L’associazione aveva base operativa nella provincia di Cosenza, con ramificazioni in Germania, e gestiva importazioni di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish.
L’inchiesta è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) della Guardia di Finanza e, a partire dal 2020, dalla Squadra Investigativa Comune costituita con le forze di polizia di Germania e Belgio, con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (Dcsa), Europol e Eurojust.
Nel corso delle indagini è emerso che Fisnik, al fine di eludere i sistemi di identificazione, si era sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico di alterazione e inversione delle impronte digitali. Il suo coinvolgimento nel traffico di droga risale ai primi anni duemila: era stato arrestato nel 2006 e espulso dal territorio nazionale nel 2008, continuando però a gestire dall’estero le consegne di stupefacente. Il suo nome compariva anche in altri procedimenti della Procura Distrettuale di Catanzaro, denominati «Skoder» e «Gentleman».




