Guardia di finanza, chi attiva i soccorsi senza motivo pagherà i costi

Entrate in vigore nuove regole per gli interventi del Corpo. Resta gratuito chi si trova in reale pericolo
Roma, 19 agosto 2026 – La Guardia di finanza ha introdotto nuove regole per gli interventi di soccorso e ricerca. Chi provoca volontariamente o con comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario l’intervento, oppure richiede un soccorso senza reale necessità o giustificato motivo, dovrà sostenerne i costi.
Il Corpo concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme ad altre istituzioni militari e civili, mettendo a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali in mare, in montagna, nelle zone difficili da raggiungere e in caso di calamità o emergenze.
Non viene introdotto alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in pericolo o teme concretamente per l’incolumità di un’altra persona deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione, e il soccorso sarà sempre prestato gratuitamente. Il pagamento non sarà automatico: prima verrà sempre effettuato l’intervento, e soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che lo hanno determinato.
Gli interventi possono durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di uomini e mezzi. Una chiamata ingiustificata può impegnare risorse che nello stesso momento potrebbero essere necessarie per soccorrere chi si trova realmente in pericolo.
L’obiettivo delle nuove regole è evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di concreta motivazione, proteggendo le risorse pubbliche e la capacità di risposta dell’intero sistema di soccorso.




