Guardia di Finanza

Vendeva merce contraffatta sui social: denunciato un giovane egiziano

Sequestrato un magazzino clandestino nella sua abitazione con capi di alta moda e marchi streetwear

Reggio Emilia, 5 novembre 2026. Un giovane egiziano è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per detenzione per la vendita, messa in vendita o comunque in circolazione di prodotti industriali con marchi o segni distintivi contraffatti o alterati. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Emilia lo hanno sorpreso in flagranza mentre vendeva merce falsificata nella zona della Storica Stazione Centrale.

L’intervento è avvenuto alcuni giorni fa ed è nato da un’attività di monitoraggio dello spazio online, finalizzata a contrastare la vendita di prodotti illegali attraverso i social network e altre forme di e-commerce. Dopo aver seguito il controllo nel mondo reale, i finanzieri hanno intercettato il giovane mentre stava concludere una transazione avviata online grazie a una pubblicità sistematica sui social.

Gli accertamenti successivi hanno portato a una perquisizione dell’abitazione dell’uomo, dove è stato trovato un magazzino clandestino con un ingente quantitativo di prodotti contraffatti. Tra la merce figurano giubbini, pantaloni, calzature e articoli di pelletteria, con i marchi di Louis Vuitton, Gucci, Versace e Moncler, oltre a quelli streetwear Nike, The North Face e Blauer. Secondo quanto riferito, l’intero stock era catalogato, confezionato e pronto per la vendita al dettaglio.

L’analisi dei profili social del giovane ha permesso di ricostruire il modello di business adottato. Il giovane, che disponeva di un seguito rilevante su TikTok, utilizzava il proprio profilo per pubblicizzare la sua «attività» con video e dirette streaming, nei quali mostrava nel dettaglio la merce contraffatta. Secondo gli investigatori, in questo modo ingannava gli utenti sulla qualità dei prodotti e attirava acquirenti da diverse città.

Al termine delle operazioni, l’intero stock di abbigliamento e i supporti informatici utilizzati per la gestione dell’attività sono stati sottoposti a sequestro penale, in quanto corpo del reato o cosa pertinente al reato.

Il comando delle Fiamme Gialle sottolinea l’impegno nel contrastare la contraffazione, a tutela del mercato, delle imprese esposte alla concorrenza sleale della filiera del falso, dei commercianti onesti e dei consumatori, che rischiano di acquistare merci non conformi agli standard di qualità e sicurezza dei prodotti originali.

Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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