Guardia di Finanza

Sequestro di 111 mila euro a un sorvegliato speciale, l’indagine collegata al caso Cilli

Il denaro è un risarcimento per ingiusta detenzione. L’inchiesta riguarda anche il riciclaggio legato al giro di spaccio a Barletta

Andria, 5 novembre 2026 – Il giudice per le indagini preliminari (gip) del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, ha disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di circa 111 mila euro nei confronti di un sorvegliato speciale della provincia BAT. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani, dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo di Bari (S.I.S.C.O.) e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Barletta della Guardia di Finanza.

L’inchiesta nasce dal caso di Michele Cilli, ventiquattrenne di Barletta scomparso nel gennaio 2022 e mai ritrovato. L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani, ha permesso di individuare i responsabili dell’omicidio, maturato interamente nel contesto del controllo delle piazze di spaccio di sostanze stupefacenti a Barletta. Dalle stesse attività sono emersi i primi indizi su una rete di riciclaggio dei profitti illeciti e di fittizia intestazione di beni.

Nel novembre 2025 il Tribunale di Trani ha emesso un’ordinanza applicativa di 16 misure cautelari custodiali nei confronti di altrettanti soggetti di età compresa tra i 21 e i 57 anni, tra cui il presunto autore dell’omicidio Cilli. Gli indagati sono accusati di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Tra loro figura anche il sorvegliato speciale destinatario del sequestro eseguito oggi.

Nel corso di quella operazione è stato disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla successiva confisca, di sei compendi aziendali nel comune di Barletta: cinque bar e una ditta di rivendita all’ingrosso di prodotti surgelati.

Il prosieguo dell’attività ha svelato un sistema di reimpiego di capitali provenienti dalle attività illecite del gruppo criminale, già noto alle Forze dell’Ordine. Secondo quanto accertato, gli indagati avrebbero investito il denaro illecito nella compravendita di aziende operanti nel tessuto economico legale.

L’indagine patrimoniale del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Barletta ha accertato che il sorvegliato speciale, sottoposto alla misura di prevenzione con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza e senza alcun provvedimento di riabilitazione, non ha comunicato al Nucleo le variazioni relative al proprio patrimonio. Una parte considerevole di tale patrimonio era costituita da quasi 111 mila euro, ricevuti come risarcimento per una sua ingiusta detenzione.

Il Tribunale di Trani ha quindi disposto il sequestro di somme di denaro, beni e altre utilità nella disponibilità del principale indagato, fino alla concorrenza di circa 111 mila euro. La Procura della Repubblica di Trani ha co-delegato la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, con l’obiettivo di unire le competenze della Squadra Mobile, della Sezione Investigativa del S.I.S.C.O. di Bari e dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Barletta.

La posizione degli indagati è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Sarà indispensabile il contraddittorio con la difesa.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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