Guardia di Finanza

Fondi PNRR, truffa sul “Parco Agrisolare”: contestati 122.802 euro indebiti

La Guardia di Finanza di Brescia ha bloccato ulteriori erogazioni per circa 1 milione di euro

Brescia, 5 novembre 2026 – I militari del Gruppo Brescia della Guardia di Finanza, su delega della Procura Europea – sede di Milano, hanno concluso un’articolata attività investigativa sui contributi previsti dall’iniziativa «Parco Agrisolare – 2° Bando», Misura M2C1 – Investimento 2.2, di titolarità del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Gli accertamenti hanno riguardato cinque domande di ammissione al contributo, presentate da un unico beneficiario, relative a investimenti rendicontati per circa 1,47 milioni di euro. A fronte di un’agevolazione pubblica pari all’80% delle spese ammissibili, il contributo richiesto complessivo era di circa 1,18 milioni di euro.

Secondo le indagini, il beneficiario avrebbe gonfiato artificiosamente il costo degli investimenti. Gli impianti fotovoltaici sarebbero stati acquistati da fornitori reali, estranei alla vicenda, a un prezzo inferiore a quello poi dichiarato per ottenere i contributi. Nella documentazione presentata figurava però come fornitore una società ritenuta cartiera, priva di dipendenti e di una reale struttura organizzativa, che avrebbe emesso fatture per importi maggiorati.

In questo modo, sempre secondo l’ipotesi investigativa, il beneficiario avrebbe rendicontato spese superiori a quelle effettivamente sostenute. Poiché il contributo è calcolato in percentuale sui costi, avrebbe così ottenuto somme non spettanti.

L’attività ha permesso di contestare un’indebita erogazione di 122.802 euro, riferita a uno dei cinque progetti, e di bloccare tempestivamente ulteriori erogazioni per circa 1 milione di euro, impedendo che le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) venissero sottratte alla loro destinazione. Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. ha avviato le procedure di sospensione e revoca dei contributi relativi alle ulteriori istanze presentate dal medesimo beneficiario.

Il risultato è stato conseguito nel quadro delle indagini coordinate dalla Procura Europea – sede di Milano, in stretta sinergia operativa con il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, con i Referenti Antifrode PNRR e con il soggetto attuatore della misura, il GSE, in attuazione del Protocollo d’intesa stipulato con il Corpo.

La condotta è stata ricondotta all’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, prevista dall’art. 640-bis del codice penale.

L’operazione, secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, evidenzia la funzione preventiva dell’azione del Corpo. L’intervento ha consentito non solo di individuare l’ipotizzata indebita percezione, ma soprattutto di interrompere il presunto meccanismo fraudolento prima che venissero erogate ulteriori risorse pubbliche.

Le contestazioni formulate nei confronti dei soggetti coinvolti attengono alla fase delle indagini preliminari.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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