Guardia di Finanza

Lavoro sommerso nel Varesotto: 27 lavoratori in nero e 32 irregolari

Sanzioni per oltre 84mila euro e proposta di sospensione per 14 attività. Tra i lavoratori irregolari anche un minorenne straniero

Varese, 6 novembre 2026. Nel corso degli ultimi due mesi, la Guardia di Finanza (GdF) di Varese ha effettuato 29 controlli in materia di lavoro sommerso, individuando 27 lavoratori «in nero» e 32 lavoratori irregolari.

Le attività hanno riguardato principalmente bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, macellerie, fruttivendoli, pensioni per cavalli, campeggi e imprese di pompe funebri. I controlli sono stati eseguiti nei comuni di Varese, Gallarate, Sesto Calende, Arsago Seprio, Cassano Magnago, Luino, Castellanza, Portovaltravaglia, Cantello, Malnate, Arcisate, Induno Olona, Cuasso al Monte, Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Samarate e Olgiate Olona.

Le posizioni dei lavoratori sono state verificate sotto il profilo contrattuale, previdenziale, assicurativo e fiscale. Gli accertamenti hanno riguardato anche la regolarità del soggiorno in Italia dei lavoratori stranieri identificati durante gli accessi.

Durante un controllo in un negozio di telefonia mobile è stato identificato un minorenne straniero, regolarmente soggiornante, impiegato con la mansione di accoglienza clienti. Il titolare dell’esercizio è stato deferito alla competente Procura della Repubblica per il reato previsto dall’articolo 26, comma 2, della legge 977/1967, sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti.

Tra gli altri controlli più rilevanti, quello in una macelleria di Arsago Seprio, dove veniva impiegato «in nero» un percettore indebito di indennità di disoccupazione (NaSpI). Sono stati controllati anche due imprese di pompe funebri operanti nell’alto Varesotto, presso le quali sono stati trovati 15 lavoratori irregolari e uno totalmente «in nero».

Ai datori di lavoro sono state applicate sanzioni amministrative per un ammontare che va da un minimo di 84.740 euro a un massimo di 538.940 euro, in ragione delle violazioni accertate. Nei confronti di 14 attività imprenditoriali è stata inoltre avanzata all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese la proposta di adozione di un provvedimento di sospensione. Il motivo è che più del 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risultava occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.

L’attività della Guardia di Finanza persegue due obiettivi: arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nel rispetto della legge, e tutelare i lavoratori, parte debole nei rapporti di lavoro.

Il comunicato sottolinea che i lavoratori che accettano di prestare la propria opera «in nero» o in maniera irregolare rinunciano alle dovute coperture previdenziali e assicurative. Le conseguenze riguardano sia la maturazione dei requisiti pensionistici sia le garanzie in caso di infortuni sul lavoro.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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