Guardia di Finanza

Stidda mazzarinese, sequestrati 30 terreni e 2 immobili per circa 200 mila euro

Il decreto del Tribunale nisseno colpisce beni riconducibili a due mazzarinesi condannati per reati di mafia

Caltanissetta, 27 ottobre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno eseguito un decreto del Tribunale nisseno – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, che dispone il sequestro di 30 terreni e di 2 unità immobiliari, per un valore complessivo di circa 200 mila euro. I beni sono riconducibili a soggetti ritenuti appartenenti alla cosiddetta «stidda mazzarinese».

L’attività investigativa di aggressione patrimoniale è stata avviata su input della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) della Procura di Caltanissetta, a seguito dell’operazione «Chimera», effettuata dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela. Da quell’operazione è emerso il ruolo di due cittadini mazzarinesi, rispettivamente reggente e partecipe della «stidda», condannati con sentenza definitiva per reati connessi ad attività mafiose.

Il profilo criminale dei proposti ha consentito di inquadrarli, a livello di gravità indiziaria, come soggetti «pericolosi». I finanzieri del Gruppo di Gela hanno quindi svolto approfondimenti per verificare le condizioni previste dal codice antimafia (D.Lgs. n. 159/2011) per l’applicazione di misure di prevenzione a carattere patrimoniale.

Il provvedimento si inserisce in una più ampia attività di prevenzione patrimoniale che, nei mesi precedenti, aveva già portato al sequestro di 3 imprese, 2 unità immobiliari, 59 terreni, 13 veicoli – macchine agricole – nonché di disponibilità finanziarie nei confronti del medesimo sodalizio.

Nel corso degli accertamenti sul profilo patrimoniale dei proposti e dei relativi nuclei familiari, le Fiamme Gialle hanno individuato ulteriori beni e disponibilità per un valore complessivo di circa 200 mila euro, direttamente o indirettamente riconducibili agli stessi. Tali beni non risultano compatibili con le fonti reddituali lecite prodotte e sono indicativi di una sproporzione, quantificata in oltre un milione di euro, tra le ricchezze accumulate e le fonti reddituali formalmente a disposizione.

Il patrimonio è stato quindi ricondotto, come previsto dalla legge, a proventi di attività delittuose, derivanti essenzialmente dall’operatività criminale dell’associazione a delinquere di tipo mafioso e dalla forte capacità del sodalizio di inserirsi nel tessuto economico-sociale.

Il provvedimento è stato disposto in via anticipata, in attesa del contraddittorio che si terrà davanti al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, finalizzato alla verifica dei presupposti per la successiva confisca dei beni.

Nel comunicato si legge che «il contrasto alla criminalità economica ed organizzata consente di intercettare e reprimere ogni forma di inquinamento dell’economia legale per salvaguardare imprese e cittadini onesti».

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

Redazione di GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa attivo dal 2007. Segue quotidianamente le notizie e gli approfondimenti su Forze di Polizia, Forze Armate, scenari internazionali, normativa e concorsi del comparto sicurezza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio