Guardia di Finanza

Roma, a Tor Pignattara sequestrate 15 e-bike prive di dichiarazione di conformità

Il titolare dell’attività è indagato per frode nell’esercizio del commercio

Roma, 6 novembre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza (GdF) hanno sottoposto a sequestro probatorio 15 biciclette elettriche, per un valore commerciale stimato in circa 15.000 euro, nella zona di Tor Pignattara. Il titolare dell’attività è stato deferito alla Procura della Repubblica di Roma, indagato per le ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio.

L’intervento rientra nell’intensificazione dei servizi di controllo economico del territorio e di contrasto alle irregolarità commerciali nella Capitale. Tutto è nato durante un ordinario servizio di perlustrazione: l’attenzione dei militari del Gruppo Pronto Impiego Roma è stata attratta dalle vetrine di un esercizio commerciale che proponeva in vendita diverse biciclette a pedalata assistita. Alcuni dettagli strutturali e costruttivi dei mezzi esposti hanno spinto i finanzieri ad approfondire il controllo.

I militari hanno chiesto al titolare l’esibizione dei fascicoli tecnici e della documentazione commerciale che devono accompagnare questa tipologia di veicoli per l’immissione sul mercato. Dagli accertamenti è emerso che le biciclette elettriche presenti nel negozio erano totalmente prive della prescritta dichiarazione di conformità, documento essenziale per attestare la rispondenza dei mezzi ai requisiti tecnici previsti dalle direttive europee.

La stessa violazione è stata riscontrata su ulteriori mezzi custoditi nel magazzino aziendale. Per questo le Fiamme Gialle hanno disposto il sequestro complessivo delle 15 biciclette.

Secondo il comunicato, l’obbligatorietà della dichiarazione di conformità per le e-bike risponde a esigenze di sicurezza stradale e di tutela della pubblica incolumità. Le normative nazionali ed europee impongono standard costruttivi rigorosi, in particolare sui sistemi frenanti, sulla stabilità strutturale del telaio e sulla taratura della centralina elettronica, che deve interrompere l’erogazione della potenza del motore al raggiungimento dei 25 km/h.

La commercializzazione di veicoli privi di certificazione e non testati espone gli acquirenti a rischi quali cortocircuiti e incendi dei pacchi batteria agli ioni di litio, cedimenti strutturali meccanici ad alta velocità e il pericolo che i mezzi siano assimilabili a veri e propri ciclomotori abusivi, privi di assicurazione, immatricolazione e specchietti. Un rischio, sottolinea la GdF, per conducenti, pedoni e per l’intera circolazione urbana.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza economica del territorio, volto a contrastare le condotte illecite nel settore commerciale, a garantire condizioni di mercato trasparenti e corrette e a tutelare gli operatori onesti e i consumatori.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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