Artico, il vuoto lasciato dagli Stati Uniti apre spazio a Europa e Canada

Una nave rompighiaccio a propulsione nucleare accompagna un convoglio di petroliere russe lungo una rotta artica raramente utilizzata, sopra il 81,5° parallelo nord, mentre sei portacontainer cinesi si preparano a percorrere per la prima volta la rotta marittima settentrionale da Ningbo-Zhoushan a Felixstowe, risparmiando 22 giorni di navigazione rispetto al passaggio dal Mar Rosso. È in questo contesto che Chatham House colloca la decisione della National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia federale statunitense, di sospendere dal 10 agosto il finanziamento dell’Arctic Report Card, il rapporto che da vent’anni raccoglie ed elabora dati su ghiacci, profondità marine e condizioni meteorologiche artiche grazie al contributo di oltre cento scienziati e organizzazioni internazionali.
Il think tank londinese osserva una contraddizione nella postura dell’amministrazione Trump: mentre Washington ridimensiona il proprio ruolo nella comunità scientifica artica, denuncia contemporaneamente le ambizioni russe e cinesi in Groenlandia e nel Nord Atlantico. Secondo l’analisi, la capacità delle forze armate statunitensi di individuare incursioni sottomarine e di altro tipo nella regione dipende proprio da un flusso costante di ricerca scientifica, un nesso già riconosciuto dalla Arctic Research Commission americana nel 2025.
La Cina, pur non essendo una nazione artica, dispone di sette stazioni di ricerca polare contro le quattro statunitensi, di una flotta di rompighiaccio a duplice uso e destina risorse significative alla ricerca polare all’interno di un budget annuale per la ricerca pari a mille miliardi di dollari. Per la prima volta, le navi cinesi che utilizzeranno la rotta marittima settentrionale avranno accesso a dati predittivi sui ghiacci forniti dal Ministero dei Trasporti cinese, non più solo osservativi, frutto di anni di investimenti in ricerca artica.
Sul fronte europeo, il rapporto documenta un rafforzamento della presenza diplomatica e militare: Norvegia, Francia, Canada e Unione europea hanno aperto o apriranno uffici a Nuuk, in Groenlandia. I sette membri artici della NATO — Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti — si riuniscono come sottogruppo dell’Alleanza e a maggio hanno diffuso una dichiarazione congiunta sul cambiamento di rotta della politica americana. La Danimarca ha avviato la rotazione di reclute in Groenlandia per l’addestramento, mentre il Regno Unito ha inviato un gruppo da battaglia imbarcato nel Nord Atlantico nell’ambito della missione NATO Arctic Sentry, che ha completato la prima fase in luglio.
Chatham House propone tre linee d’azione per Europa e Canada: potenziare le capacità condivise di domain awareness, tra cui la costellazione satellitare Hybrid Alliance Layered Operations in Space (HALO) lanciata al vertice NATO di quest’anno, le reti di sensori sottomarini nel varco GIUK e nel Mar di Barents, e le rotazioni di aerei da pattugliamento marittimo come i Boeing P-8 già in dotazione a Regno Unito, Norvegia, Canada e presto Germania e Danimarca; dare priorità alla ricerca artica nella pianificazione nazionale, anche tramite un consorzio dati Europa-Canada che raccolga l’eredità dell’Arctic Report Card; e definire una posizione comune sul controllo russo e cinese della rotta marittima settentrionale, puntando alla normalizzazione delle regole nell’Alto Nord piuttosto che al confronto diretto.
Il commento di GrNet.it
La ricerca scientifica in Artico non è un’attività accessoria alla sicurezza, ma ne costituisce l’infrastruttura informativa di base: senza dati continui su ghiacci, correnti e fondali, qualsiasi capacità di sorveglianza sottomarina o di pattugliamento aereo lavora alla cieca. L’analisi di Chatham House mostra come Pechino abbia colto questo nesso con investimenti pluriennali, mentre Washington rischia di consegnare terreno proprio mentre denuncia le ambizioni altrui. Per l’Italia, che partecipa alla NATO ma non è nazione artica, il tema resta indiretto ma non estraneo: la rotta marittima settentrionale, se diventerà competitiva rispetto a Suez e al Mar Rosso, incide sulle rotte commerciali mediterranee e sulla postura industriale della cantieristica navale. Vale la pena seguire con attenzione se e come l’architettura satellitare HALO, aperta a sette alleati europei e al Canada, lascerà spazio a contributi di paesi mediterranei non direttamente artici.
Fonte: Chatham House · Pubblicato il 18 agosto 2026




