Sequestro di beni per oltre 3 milioni a un imprenditore vicino al clan dei Casalesi

Undici immobili, tre beni mobili registrati, tre società e 33 rapporti finanziari: il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
Napoli, 6 novembre 2026 – Questa mattina ufficiali e agenti del Centro Operativo di Napoli della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni nei confronti di un imprenditore ritenuto esponente del «Clan dei Casalesi». Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli e della stessa Dia, d’intesa con il Procuratore della Repubblica.
Nel 2023 l’imprenditore era stato condannato in primo grado alla pena di otto anni e dieci mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso. La sentenza non è definitiva, ma il giudice ha accertato l’appartenenza alla consorteria criminale e ne ha certificato la pericolosità sociale.
Secondo gli investigatori, l’imprenditore aveva un rapporto storico con il sodalizio, nella fazione Schiavone, almeno dall’inizio degli anni 2000. Avrebbe fornito un contributo continuativo ad attività criminali, in particolare la fornitura di materiale edile alle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici «controllati dal clan dei casalesi», la messa a disposizione della «liquidità finanziaria» di spettanza dell’organizzazione e il supporto logistico con i locali delle proprie aziende, utilizzati per riunioni tra appartenenti al clan.
Le aziende del settore dei materiali edili sarebbero state strumentali alla gestione delle attività economiche del clan. Attraverso il sistema del «cambio assegni» e/o delle fatturazioni fittizie, il denaro sarebbe stato trasferito dalle imprese aggiudicatarie agli esponenti del clan che avevano «gestito» i pubblici affidamenti. Secondo l’impostazione accusatoria, l’imprenditore faceva parte della «struttura imprenditoriale» utilizzata a vantaggio dell’associazione.
Gli accertamenti patrimoniali condotti dalla Dia di Napoli hanno evidenziato una consistente sproporzione tra la capacità reddituale dell’imprenditore e le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie a lui riconducibili. Il Tribunale ha accolto l’esito di tali accertamenti.
Il sequestro riguarda undici unità immobiliari tra Casal di Principe, Casapulla e San Nicola la Strada, alcune di pregevole valore, tre beni mobili registrati, tra cui un motoscafo di 15 metri, tre società e 33 rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.
Il provvedimento non è definitivo. I destinatari potranno far valere i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.





