Finto prestito da 200mila euro a Fiesso Umbertiano, cinque persone denunciate

Il ristoratore aveva consegnato 40mila euro e ricevuto banconote false. Sequestrata una Tesla con targa svizzera, una donna arrestata in flagranza
Fiesso Umbertiano, 6 novembre 2026. Cinque persone sono state denunciate a vario titolo dalla Guardia di Finanza per truffa aggravata, possesso di documenti falsi e appropriazione indebita, in prima ipotesi investigativa. Una di loro è stata arrestata in flagranza di reato.
Un imprenditore 70enne di Ferrara voleva ampliare il proprio ristorante di Fiesso Umbertiano, acquistando un immobile contiguo da destinare a hotel. Per trovare il finanziamento si era rivolto a un conoscente 43enne di Castelguglielmo, che gli aveva proposto un contatto con due broker di una società ungherese con sede locale a Brescia. La società avrebbe dovuto erogare in contanti, in un’unica soluzione, 200mila euro senza interessi, da restituire in rate mensili da 8mila euro.
L’unica condizione era la consegna di 40mila euro in banconote di piccolo taglio al momento dell’erogazione. Dopo aver ricevuto la somma, secondo la ricostruzione degli investigatori, gli indagati avrebbero utilizzato un contabanconote portatile manomesso per consegnare 1.152 banconote da 200 euro ciascuna, per un valore nominale complessivo di 230.400 euro. Le banconote sono risultate palesemente false, con la scritta «fac-simile».
I due presunti broker, di 59 e 32 anni, residenti a Rovigo, si sono allontanati con i 40mila euro, lasciando la vittima con in mano carta straccia. Dopo la querela presentata dall’imprenditore, i finanzieri della Tenenza di Occhiobello hanno eseguito un decreto di perquisizione delegato dalla Procura della Repubblica di Rovigo nei confronti dei due presunti broker e del complice italiano, ritenuti in concorso gli autori della truffa aggravata.
Il giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Rovigo ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei 40mila euro, corrispondenti ai proventi della truffa. Le perquisizioni sono state eseguite in due abitazioni di Rovigo e in una di Castelguglielmo, con il supporto del Gruppo di Rovigo e di un’unità cinofila specializzata «cash dog» del Gruppo di Tessera.
In una delle abitazioni di Rovigo sono stati sequestrati tre documenti d’identità falsi, validi per l’espatrio. Per questo, secondo l’ipotesi accusatoria, è stata arrestata in flagranza di reato una donna di 33 anni, coniugata con uno dei due presunti broker, per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. La Procura della Repubblica di Rovigo ha chiesto la convalida dell’arresto e il giudizio con rito direttissimo. La donna è stata condannata dal Tribunale di Rovigo alla pena di un anno di reclusione.
Nei pressi dell’abitazione di Castelguglielmo è stata trovata una Tesla Model Y con targa svizzera, in uso a una donna di 43 anni di origine ungherese, compagna del conoscente italiano della vittima. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’auto è oggetto di appropriazione indebita a danno di un’azienda di vendita e noleggio di autovetture di Occhiobello. Acquisita dalla donna con un contratto di locazione finanziaria, il contratto è stato risolto per inadempimento nel maggio 2026 e la vettura non è mai stata restituita. È stata sottoposta a sequestro per la restituzione alla società proprietaria.
Per tutti gli indagati, eccetto la 33enne condannata con rito direttissimo, il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. La loro condotta è al vaglio dell’Autorità giudiziaria.
L’attività rientra nel compito della Guardia di Finanza di tutela dei risparmiatori e dei cittadini dalle truffe, tradizionali e online, e dagli investimenti fraudolenti.








