Treviso, smalti per unghie con colorante cancerogeno: sequestrate 440 confezioni

Controlli in due negozi riconducibili a un’unica società: deferito il rappresentante legale
Treviso, 5 novembre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale di Treviso della Guardia di Finanza hanno individuato due distinti esercizi commerciali, riconducibili a un’unica società, che mettevano in vendita cosmetici contenenti un colorante nocivo vietato dalla normativa europea. L’attività, nell’ambito di controlli volti al contrasto della vendita di prodotti non sicuri, è stata condotta dai militari della Compagnia di Conegliano.
Sugli scaffali sono state trovate centinaia di confezioni di prodotti cosmetici contenenti il colorante «CI 77820 – argento metallico Silver», che rientra nel più ampio novero delle sostanze CMR, cioè cancerogene, mutagene o reprotossiche.
Secondo quanto indicato nel comunicato, il colorante è stato inserito nel catalogo delle sostanze CMR a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 2026/78, che integra il Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici. Il provvedimento ne vieta la commercializzazione e la vendita a partire dal 1° maggio 2026, in quanto, si legge nel testo, «colpevole di cagionare notevole pregiudizio alla salute dei consumatori».
Le fiamme gialle hanno sottoposto a sequestro 440 confezioni di smalti per unghie contenenti la sostanza. Il rappresentante legale della società, indagato, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso per aver violato la normativa che impone restrizioni sulla vendita e sull’utilizzo di tali sostanze.
Il comando sottolinea che l’attività mira a proteggere il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa europea e nazionale. Il controllo, secondo la nota, serve a garantire agli imprenditori una condizione di leale concorrenza e ai consumatori la tutela della propria salute.
La diffusione della notizia è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.








