Guardia di Finanza, interdetti due imprenditori e sequestrati beni per oltre 1,6 milioni

Ipotesi di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al fisco nel settore della carpenteria
Rionero in Vulture, 3 novembre 2026. I finanzieri della Compagnia di Rionero in Vulture hanno eseguito un’ordinanza del Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Potenza, che applica la misura cautelare personale del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi di persone giuridiche nei confronti di due imprenditori dell’area del Vulture-Melfese. I due si sono succeduti dal 2018 al 2025 nell’amministrazione di un’azienda della zona operante nel settore della carpenteria.
Il provvedimento conclude indagini condotte dalle Fiamme Gialle nei confronti complessivamente di quattro soggetti, due dei quali destinatari della misura interdittiva. Gli indagati sono ritenuti cointeressati a vario titolo in due aziende collegate tra loro, attive in provincia di Potenza nel settore della carpenteria. Le ipotesi di reato sono sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta.
Le indagini documentali e finanziarie, coordinate dalla Procura in ogni fase, hanno permesso di ricostruire una serie di operazioni gestionali e societarie presumibilmente ordinate al progressivo «svuotamento patrimoniale» di una delle due imprese. Quest’ultima è stata dichiarata fallita nel 2025, con debiti verso l’Erario e verso terzi per oltre 1,9 milioni di euro. Il patrimonio sarebbe stato trasferito alla seconda società , operante nello stesso settore economico e riferibile ai medesimi soggetti.
Il depauperamento sarebbe avvenuto nel 2020 attraverso la cessione di un ramo d’azienda, costituito da beni del valore stimato in circa 1,6 milioni di euro, trasferito alla seconda società compiacente. Secondo l’ipotesi investigativa, l’operazione mirava a determinare il fallimento della società che aveva conferito il ramo, la cosiddetta «bad company», in danno dei suoi creditori, e a preservare quella che lo aveva ricevuto, la «good company», dagli onerosi debiti tributari maturati.
Nello stesso contesto investigativo è stato eseguito un secondo provvedimento, emesso dal Tribunale di Potenza su richiesta della Procura: un sequestro preventivo di beni del valore stimato in oltre 1,6 milioni di euro. Il sequestro riguarda le predette ipotesi di reato e la presunta malversazione di fondi pubblici, contestata a uno dei soggetti coinvolti per un importo di oltre 67 mila euro. Quei fondi sarebbero stati destinati a un programma di investimento sui mercati esteri, mai attuato.
Il comunicato sottolinea l’impegno della Procura e della Guardia di Finanza di Potenza nel contrasto dei fenomeni di criminalità economico-finanziaria, tra cui i «reati fallimentari», che possono alterare la libera concorrenza e ledere il mercato.
I provvedimenti sono stati eseguiti nella fase delle «indagini preliminari». Le posizioni degli indagati restano quindi in questa fase, e le ipotesi di reato sono da verificare nel corso del procedimento.








