Fentanyl in Italia: pochi decessi per la storia del mercato, non per i boss

Sono due i decessi per intossicazione acuta con fentanyl registrati in Italia nel 2024 e cinque nel 2025, secondo le relazioni annuali al Parlamento. In un commento ospitato dal Royal United Services Institute (RUSI), il criminologo Federico Varese respinge la tesi, avanzata da The Economist e prima ancora da Roberto Saviano, secondo cui le mafie italiane si sarebbero accordate per tenere la sostanza fuori dal proprio territorio. A suo giudizio non esistono prove di un simile patto, e la spiegazione va cercata nella storia dei mercati degli oppioidi.
Il primo rilievo è metodologico. L’Economist cita 95 decessi in Germania nel 2024, ma la tabella dell’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) ne riporta 98: 22 nella categoria a sostanza singola e 76 in quella a sostanze multiple. La nota metodologica del BKA precisa che in nessuna delle due categorie la sostanza rilevata debba aver causato il decesso. I due casi italiani, invece, sono intossicazioni in cui il fentanyl è indicato tra le cause di morte, quindi misurano un esito più ristretto. Il confronto, scrive Varese, amplifica il contrasto e non tiene conto che la popolazione tedesca supera quella italiana di circa il 42 per cento.
I dati di altri Paesi europei indicano numeri analogamente bassi. Nella regione dell’Île-de-France il fentanyl o un analogo è comparso in 12 dei 1.199 decessi esaminati tra il 2017 e il 2021, circa 2,4 casi l’anno. Un rapporto del 2026 sulla giurisdizione del tribunale di Strasburgo ne conta 13 tra il 2020 e il 2025, circa 2,2 l’anno, con altre sostanze presenti in circa il 70 per cento dei casi. L’autore avverte che questi studi non producono una cifra nazionale francese.
La differenza con gli Stati Uniti discende dalla sequenza storica. Lì, dagli anni Novanta, la prescrizione diffusa di antidolorifici oppioidi ha creato una vasta popolazione dipendente prima che il fentanyl illecito si affermasse. I decessi per eroina sono cresciuti rapidamente dal 2010 circa, mentre dal 2013 sono aumentati quelli legati a oppioidi sintetici. Nel 2024 i decessi per overdose con oppioidi sintetici diversi dal metadone sono stati 47.735. In Europa non vi è stata la stessa espansione trainata dalle prescrizioni, e l’eroina è rimasta l’oppioide illecito principale in gran parte del continente.
Varese contesta anche l’immagine di una mafia riluttante verso gli stupefacenti. Il crack è una emergenza di dipendenza a Palermo, dove nel 2025 l’azienda sanitaria provinciale ha registrato 159 ingressi nel centro di accoglienza residenziale. Nel quartiere Vucciria, nel 2024, un’indagine su crack e cocaina ha portato a 10 misure cautelari: otto in carcere, una agli arresti domiciliari e una con obbligo di presentazione. Gli inquirenti attribuivano la regia a persone vicine alla famiglia di Porta Nuova. Sul piano storico, ricorda la condanna a 40 anni inflitta nel 1935 a Serafino Mancuso per traffico di stupefacenti e il sequestro di due chili di cocaina a mafiosi siciliani nel 1949.
Quanto alla possibilità di un cartello tra più organizzazioni, l’autore richiama il precedente dei contrabbandieri di sigarette: tra il 1974 e il 1979 Cosa Nostra tentò di imporre turni per limitare gli arrivi in Sicilia, ma l’intesa saltò perché i contrabbandieri napoletani si fecero concorrenza al ribasso. Più i soggetti sono numerosi, osserva, più cresce il rischio di violare gli accordi.
Il commento non esclude una diffusione futura di oppioidi sintetici. Nel giugno 2026 sono state sottratte 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico di Roma; una stima governativa, contestata da molti esperti, parlava di fino a 20.000 dosi producibili. In agosto 2026 è stato scoperto un laboratorio a Sofia. I nitazeni, famiglia distinta dal fentanyl, sono stati collegati nel 2024 a 43 dei 97 decessi da droga in Estonia e a 36 dei 77 in Lettonia. Dal 2019 almeno 21 Stati membri dell’Unione europea ne hanno segnalato la presenza, e dieci Paesi hanno intercettato nel 2024 oltre 50.000 compresse, contro circa 23.000 nel 2023 e 380 nel 2022. L’alta potenza consente di trasportare molte dosi in volumi ridotti e la produzione non richiede coltivazione di papavero.
Il commento di GrNet.it
In ambito di intelligence si insegna a non confondere l’assenza di prova con la prova di assenza, ed è una cautela che vale anche per i due soli casi italiani di fentanyl nel 2024. Il commento non chiarisce quanto quei numeri dipendano dagli esami tossicologici effettivamente eseguiti: se i protocolli non cercassero con la stessa cura i nitazeni, un dato basso potrebbe riflettere in parte la capacità di rilevazione. Per l’Italia, Paese di transito e di consumo sul fianco sud dell’Europa, la questione pratica sembra essere la comparabilità dei dati e la rapidità con cui laboratori e forze dell’ordine si scambiano le segnalazioni. Resta da verificare, con dati che l’analisi non fornisce, quanto la logistica dei composti ad alta potenza, facili da occultare, possa cambiare i flussi.
Fonte: RUSI · Pubblicato il 15 ottobre 2026






