Sequestro da 8,5 milioni contro professionista del turismo in Calabria

Indagato per frode sui crediti d’imposta nel Mezzogiorno. Guardia di Finanza di Vibo Valentia esegue decreto del Gip
Vibo Valentia, 2 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito un sequestro preventivo per 8.519.513,89 euro nei confronti di un professionista della provincia, indagato per indebita percezione di erogazioni pubbliche e indebita compensazione. Il decreto è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica locale.
L’indagato opera nel settore turistico-ricettivo e gestisce importanti strutture ricettive sulla Costa degli Dei. Le indagini, coordinate dalla Procura e sviluppate dal Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza, hanno riguardato l’utilizzo del «Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno», un’agevolazione fiscale destinata a incentivare investimenti produttivi nelle regioni meridionali.
Secondo l’accertamento, l’indagato avrebbe attestato falsamente l’esecuzione di ingenti investimenti attraverso una ditta individuale e due società, conseguendo indebitamente crediti d’imposta milionari e compensandone una parte. Gli approfondimenti investigativi, condotti mediante acquisizione di documentazione amministrativa e fiscale, sopralluoghi e riscontri presso gli enti territoriali competenti, hanno accertato che gli investimenti dichiarati risultavano in larga parte inesistenti o non ammissibili ai benefici previsti dalla normativa, in quanto riferiti a strutture in stato di abbandono, prive di titoli autorizzativi o carenti dei requisiti prescritti.
Il professionista è stato segnalato alla Procura per avere conseguito indebitamente erogazioni pubbliche destinate a sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno e per avere utilizzato in compensazione crediti d’imposta ritenuti inesistenti o non spettanti al fine di estinguere debiti tributari. Nei confronti delle società coinvolte sono stati contestati illeciti amministrativi dipendenti da reato per «responsabilità amministrativa degli enti».









