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L’opinione pubblica europea è pronta a spendere di più per la difesa?

Il sostegno dei cittadini europei a un rafforzamento della difesa comune ha raggiunto il livello più alto degli ultimi anni: i governi sapranno tradurlo in scelte politiche durature? È la domanda al centro del terzo episodio della serie podcast «Making Defence European Again», prodotta dallo European Council on Foreign Relations (ECFR), che affronta il tema partendo da nuovi dati di sondaggio raccolti dal think tank.

Alla discussione partecipano Célia Bélin, policy fellow e responsabile dell’ufficio parigino dell’ECFR, Jana Kobzová, senior policy fellow e co-direttrice del programma European Security dell’organizzazione, Marta Prochwicz Jazowska, policy fellow e vice responsabile dell’ufficio di Varsavia, e Paweł Zerka, senior policy fellow. Il gruppo esamina come stiano cambiando gli atteggiamenti dell’opinione pubblica riguardo alla spesa per la difesa, al rapporto con gli Stati Uniti e alla capacità dell’Europa di garantire da sola la propria sicurezza.

Gli autori si soffermano sulle differenze nella percezione delle minacce esterne nei diversi paesi europei, un tema che secondo loro condiziona in modo diretto il margine di manovra dei governi nazionali. Vincoli politici ed economici pesano sulla capacità degli esecutivi di trasformare il consenso diffuso in decisioni concrete di bilancio e di riforma.

Il podcast sostiene che la fase geopolitica attuale rappresenti un’occasione non comune per avviare riforme ambiziose nel settore della difesa, proprio perché il sostegno pubblico è favorevole. Gli interventi si concentrano su quali cambiamenti strutturali servano per costruire un’architettura di sicurezza europea resiliente, in grado di reggere nel tempo indipendentemente dagli sviluppi congiunturali.

Un nodo affrontato riguarda la sostenibilità politica di lungo periodo: come possano i decisori mantenere il consenso raccolto oggi anche quando le priorità di bilancio dovessero mutare o quando la percezione della minaccia dovesse attenuarsi. La serie richiama anche una pubblicazione collegata dell’ECFR, intitolata «Home alone: Europeans are ready to defend themselves», e il policy brief «Making defence European again», che approfondiscono gli stessi temi in forma scritta.

La serie podcast, composta da quattro episodi, è realizzata con il contributo della Open Society Foundations e riunisce diversi fellow dell’ECFR per discutere le sfide principali che, secondo il think tank, definiranno il futuro della sicurezza e della difesa europea.

Il commento di GrNet.it

Il dato di fondo che l’ECFR mette sul tavolo è che il consenso pubblico alla spesa militare, oggi ai massimi, è per sua natura instabile: dipende dalla percezione della minaccia russa, che può attenuarsi con un cessate il fuoco in Ucraina o con un cambio di narrativa politica. Per un pianificatore questo significa che i programmi pluriennali di riarmo europeo rischiano di poggiare su una base di consenso più fragile di quanto i sondaggi attuali suggeriscano. L’Italia, dove il sostegno all’aumento della spesa per la difesa è storicamente più tiepido che in Polonia o nei paesi baltici, rappresenta un caso utile per verificare quanto la tesi degli autori regga anche nei paesi mediterranei, meno esposti geograficamente alla minaccia russa. Resta da capire se i governi, italiano incluso, abbiano già gli strumenti di comunicazione strategica per consolidare un consenso che l’ECFR descrive come congiunturale e non ancora strutturale.


Fonte: ECFR · Pubblicato il 1 luglio 2026

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