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Iran abbatte trenta Reaper e il Pentagono rincorre nuovi droni economici

Dal 2011, quando un generale dei Marines chiedeva pubblicamente perché nessun bombardiere di nuova generazione dovesse fare a meno del pilota, il dibattito sul futuro dei velivoli senza equipaggio nel Pentagono non si è mai davvero concluso. È da questo lungo tira e molla che parte l’analisi di Mark Thompson, pubblicata su Responsible Statecraft nella newsletter The Bunker del Project on Government Oversight, sul modo confuso e contraddittorio con cui il Dipartimento della Guerra statunitense sta gestendo la rivoluzione dei droni.

Il punto di partenza è concreto: secondo un funzionario statunitense citato nell’articolo, l’Iran ha abbattuto circa 30 droni MQ-9 Reaper, riducendo la flotta disponibile a circa 135 esemplari. A un costo stimato di 30 milioni di dollari ciascuno, la perdita si avvicina a un miliardo di dollari, nonostante ad aprile lo stesso capo di stato maggiore dell’Air Force avesse definito il Reaper il “giocatore più prezioso” nel confronto con Teheran.

Il 7 luglio il Pentagono ha ammesso che la flotta di Reaper è insostenibile nei costi e ha aperto una gara per un sostituto più economico, capace comunque di svolgere le missioni oggi affidate all’MQ-9A. Il nuovo programma è battezzato Massed Modular Aircraft (MMA): l’idea, secondo l’Air Force e la Defense Innovation Unit, è schierare grandi gruppi di velivoli “tolleranti al rischio”, capaci di logorare le difese avversarie anche accettando perdite numerose, costringendo il nemico a consumare missili antiaerei costosi più rapidamente di quanto possa sostituirli. Ai contraenti sono stati concessi 16 giorni per rispondere al bando.

Parallelamente, il 9 luglio il Pentagono ha annunciato accordi con Lockheed Martin e la società specializzata in laser ad alta energia nLIGHT per sviluppare armi a energia diretta capaci di neutralizzare sciami di droni e missili da crociera in arrivo. I contratti iniziali valgono 86 milioni di dollari, con un potenziale di crescita fino a 847 milioni. Emil Michael, responsabile della ricerca militare statunitense, ha parlato di capacità di energia diretta “a magazzino profondo” da distribuire su più domini.

Thompson segnala che si tratta di accordi Other Transaction Authority (OTA), generalmente esentati dalle normali regole federali sugli appalti. Scott Amey, consulente legale del Project on Government Oversight ed esperto di OTA, si dice scettico: questi strumenti nascono per attrarre contraenti non tradizionali e velocizzare i processi, ma un accordo che coinvolge una divisione di Lockheed, tra i maggiori appaltatori del Pentagono, rappresenta secondo lui una possibile “ricetta per il disastro”.

L’articolo richiama inoltre la decisione dell’Air Force, annunciata il 9 luglio, di equipaggiare ogni cockpit del bombardiere B-21 Raider con due piloti, nonostante il velivolo sia stato progettato per poter volare anche senza equipaggio: una scelta dettata dalla necessità di missioni di lunga durata, come le recenti incursioni di 37 ore condotte dai B-2 contro l’Iran.

Il commento di GrNet.it

L’analisi di Thompson non affronta esplicitamente un punto che riguarda direttamente le forze armate italiane ed europee: se il modello Massed Modular Aircraft prevede perdite numeriche come parte integrante della dottrina d’impiego, occorre chiedersi quale industria del continente sia in grado di sostenere una produzione di massa a basso costo unitario, oggi appannaggio quasi esclusivo di filiere statunitensi e israeliane. Il caso dei trenta Reaper abbattuti in Iran, per quanto riferito da fonte governativa statunitense e non verificato in modo indipendente, mostra comunque un dato di realtà operativa difficile da ignorare: piattaforme costose e sofisticate restano vulnerabili di fronte a difese antiaeree anche non di primissimo livello. Per la Difesa italiana, impegnata a valutare acquisizioni di sistemi a pilotaggio remoto, la lezione riguarda meno l’entusiasmo per gli sciami low-cost e più la capacità industriale di sostituirli rapidamente in caso di logoramento prolungato. Restano aperte, e non secondarie, le domande sulla rapidità delle procedure contrattuali adottate a Washington, che sacrificano i controlli ordinari in nome della velocità.


Fonte: Quincy · Pubblicato il 17 luglio 2026

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