Esercito: seminario su logistica, guerra ibrida e resilienza informativa

Al CEPOLISPE di Montelibretti il Comando Logistico affronta le minacce cognitive e la disinformazione
Si è svolto presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito (CEPOLISPE) di Montelibretti il seminario “Logistica, guerra ibrida e resilienza informativa”, organizzato dal Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG). L’evento, rivolto ai Comandanti, key element e operatori dello strumento logistico di tutta la Forza Armata, ha avuto l’obiettivo di favorire la consapevolezza sulle minacce cognitive e fornire strumenti per contrastare il fenomeno della disinformazione.
Nel suo saluto introduttivo, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha sottolineato che “il soldato è il patrimonio più prezioso dell’Istituzione militare” e che “in un tempo in cui la mente umana è diventata una vera e propria porzione del campo di battaglia, investire nella protezione e nella capacità operativa del personale significa dotarlo di strumenti di difesa concreti e pragmatici”. Il Comandante Logistico, Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, ha rimarcato che la logistica è un bersaglio sensibile della guerra ibrida e ha richiamato l’importanza di una cultura della sicurezza informativa diffusa in tutte le articolazioni del Comando.
Nel corso dei lavori, esperti di settore, giornalisti e ufficiali specializzati hanno offerto un quadro aggiornato delle principali tecniche di manipolazione cognitiva. Il Professor Francesco Giorgino della LUISS ha evidenziato come “la disinformazione non mira solo a ingannare, ma a disorientare e dividere”. Luigi Di Gregorio, Professore di Scienza Politica dell’Università della Tuscia, ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle emozioni e dei bias cognitivi, sottolineando che “la polarizzazione è oggi un problema rafforzato dalle narrative dei social media”. Paul Charon, direttore del Dipartimento di Influenza e Intelligence dell’IRSEM francese, ha approfondito il caso cinese, spiegando che “la guerra cognitiva è un investimento strategico di lungo periodo”.
Il Tenente Colonnello Saverio Rametta del 28° Reggimento “Pavia”, unità specializzata in operazioni psicologiche e contrasto alla disinformazione, ha illustrato casi di studio di operazioni ibride nel cyber spazio nei quadranti orientale e mediorientale, evidenziandone la viralità e l’iper realismo garantito dall’intelligenza artificiale. Il Colonnello Fabio Cippitelli, Capo Ufficio Psicologia e Psichiatria Militare dello Stato Maggiore, ha evidenziato la transizione verso una vera e propria “guerra alla disinformazione”, in cui il bersaglio strategico finale è il controllo cognitivo delle popolazioni.
Il Professor Walter Quattrociocchi dell’Università di Roma “Sapienza” ha ricostruito il concetto di “epistemia” nell’epoca dell’Intelligenza artificiale, quando la plausibilità linguistica di testi generati elettronicamente viene scambiata per reale. Nella sessione conclusiva è emersa l’importanza del prebunking o inoculazione, da affiancare alle strategie di alfabetizzazione digitale, per addestrare il personale a diffidare di contenuti allarmistici ed emozionali. L’evento, moderato dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, Vicedirettrice del Tg2 RAI, si è concluso con la consegna ai partecipanti di un vademecum operativo per il contrasto alla disinformazione.















