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L’intelligenza artificiale è già nella catena di comando e nella sorveglianza interna Usa

Almeno 120 bambine uccise nel bombardamento di una scuola femminile in Iran, e un amministratore delegato che ammette di non sapere con certezza se il proprio sistema di intelligenza artificiale abbia contribuito a individuare quel bersaglio: è uno degli episodi al centro di un’analisi firmata da Harrison Berger e pubblicata da Responsible Statecraft, testata legata al Quincy Institute.

L’articolo prende le mosse dalla disputa tra Anthropic e il Pentagono: l’azienda ha rifiutato di firmare un contratto per usi militari illimitati (“all lawful uses”) ed è stata classificata come rischio nella catena di fornitura, un gesto che le è valso ampio consenso pubblico e un’impennata dei download della app Claude, mentre la valutazione della società ha raggiunto 965 miliardi di dollari nell’ultimo round di finanziamento.

Dietro la vicenda, sostiene l’autore, si nasconde un’integrazione già profonda tra le grandi aziende di IA e l’apparato di sicurezza statunitense. Un documento riservato ottenuto dal giornalista Jack Poulson, intitolato “The Art of the Possible”, descrive un incontro del novembre 2023 tra rappresentanti di Anthropic, vertici della CIA e dell’Office of National Intelligence australiano dedicato all’impiego dei grandi modelli linguistici nelle agenzie occidentali. Anthropic ha successivamente stretto una partnership con Palantir per fornire i modelli Claude 3 e 3.5 su Amazon Web Services ad agenzie di intelligence e difesa: all’interno del sistema Maven di Palantir, Claude ha contribuito ad analizzare flussi di intelligence e a costruire liste di obiettivi per gli attacchi contro l’Iran, oltre ad aver avuto un ruolo, secondo il Wall Street Journal, nell’operazione contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Secondo il Financial Times, la National Security Agency utilizza inoltre il modello Mythos di Anthropic per operazioni cibernetiche offensive, con ingegneri dell’azienda distaccati presso l’agenzia. Sul fronte OpenAI, l’articolo segnala un contratto da 3,5 milioni di dollari firmato nell’ottobre 2025 con lo U.S. Cyber Command per l’addestramento di piattaforme di intelligenza artificiale, arrivato sedici mesi dopo l’ingresso nel consiglio di amministrazione dell’ex direttore di NSA e Cyber Command Paul Nakasone.

La seconda parte dell’analisi riguarda l’uso interno. Steven Cash, tra gli architetti del Patriot Act, ha dichiarato al Congresso che i sistemi di IA permettono oggi forme di analisi dei dati raccolti in massa impensabili solo dieci anni fa. Il New York Times ha rivelato che il responsabile tecnologico del Pentagono, Emil Michael, ha chiesto ad Anthropic di consentire la raccolta e l’analisi di dati commerciali non classificati su cittadini americani, come geolocalizzazione e cronologie di navigazione: un tipo di informazione che un rapporto del 2023 del Direttore dell’intelligence nazionale definiva capace di “esporre a un livello di controllo governativo che può superare le tradizioni costituzionali”.

Un bando pubblicato sul portale federale SAM.gov cerca strumenti di “modellazione predittiva” per il Threat Screening Center dell’FBI, rinominato nel 2025 da Terrorist Screening Center per riflettere una missione estesa oltre il terrorismo, in base alla direttiva NSPM-7. Un rapporto del 2026 del Government Accountability Office indica che il centro condivide dati di sorveglianza con forze dell’ordine statali e locali.

A questo si aggiungono i contratti già operativi: 5,7 milioni di dollari dell’unità Homeland Security Investigations dell’ICE alla piattaforma Zignal Labs per il monitoraggio dei social media, 30 milioni di dollari a Palantir per il sistema ImmigrationOS, che assegna un “punteggio di confidenza” sull’indirizzo di potenziali obiettivi di espulsione, e l’impiego del prodotto Babel X per raccogliere dati anche su cittadini statunitensi. Documenti di previsione contrattuale indicano una spesa complessiva superiore ai 100 milioni di dollari per nuovi sistemi di sorveglianza potenziati dall’IA presso il Department of Homeland Security.

Il commento di GrNet.it

Il contratto da 3,5 milioni di dollari firmato da OpenAI con lo U.S. Cyber Command nell’ottobre 2025, arrivato pochi mesi dopo l’ingresso nel board dell’ex direttore NSA Paul Nakasone, mostra quanto la distinzione tra fornitore commerciale e apparato militare si sia assottigliata negli Stati Uniti. Per un ufficiale abituato a catene di comando verificabili colpisce che un modello proprietario compaia nei processi di selezione degli obiettivi senza che la stessa azienda produttrice sappia con certezza se sia stato impiegato in un attacco specifico, come ammesso dall’amministratore delegato di Anthropic riguardo al bombardamento di una scuola in Iran. L’Italia resta lontana da questi livelli di integrazione, ma l’uso di dati commerciali di geolocalizzazione e navigazione da parte di agenzie di sicurezza pone interrogativi che riguardano anche il quadro normativo europeo su protezione dei dati e responsabilità nell’impiego militare dell’IA. Resta da capire se i meccanismi di controllo parlamentare e giudiziario, in Italia come altrove, siano già attrezzati per verificare l’uso di sistemi proprietari che nessuno, nemmeno chi li produce, sembra controllare fino in fondo.


Fonte: Quincy · Pubblicato il 21 settembre 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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