Il «Putin Tax»: quanto costa al Regno Unito l’ostilità russa

Sono 2-2,5 miliardi di sterline l’anno il peso che l’ostilità russa imporrebbe al Regno Unito, secondo la stima di lavoro del rapporto The Putin Tax. Ne scrivono Graeme Downie, deputato, e Tom Keatinge, direttore del Centre for Finance and Security, in un commento pubblicato il 7 ottobre dal Royal United Services Institute, RUSI. Londra misura con attenzione i costi che le sanzioni infliggono a Mosca, ma non ha ancora una valutazione sistematica di quelli che Mosca infligge al Paese.
Il 1° ottobre il governo britannico ha annunciato un nuovo ciclo di sanzioni contro la Russia per l’invasione su vasta scala dell’Ucraina. Gli autori ricordano però che l’ostilità di Mosca non si esaurisce sul campo di battaglia: sabotaggi e attacchi informatici colpiscono anche i paesi europei. Non sono paragonabili a ciò che gli ucraini subiscono ogni giorno, ma generano costi reali per il Regno Unito.
La lacuna emerge da una risposta parlamentare data a Downie il 9 settembre. Interrogato sugli attacchi informatici di origine russa e sul loro impatto economico, l’esecutivo ha fornito statistiche sugli incidenti, senza alcuna stima dei costi. I dati, inoltre, riguardavano gli Stati ostili nel loro complesso, quindi la quota russa restava indefinita.
Il rapporto costruisce la propria stima su interrogazioni parlamentari, fonti pubbliche e dati di settore. Parte dai costi accertati di singoli episodi: l’attacco informatico a Royal Mail, l’incendio doloso di Leyton e l’incidente cyber di Jaguar Land Rover (JLR). Insieme valgono circa 1,6-2,1 miliardi di sterline, in gran parte dovuti a JLR. Si aggiungono i dati di settore su oltre 300 incidenti informatici collegati alla Russia dal 2022, le ricerche governative sul costo medio dei cyberattacchi gravi e sul peso annuo della criminalità informatica, e una valutazione separata delle possibili perdite per interruzioni alle infrastrutture sottomarine.
Gli autori ammettono che il calcolo è approssimativo. Le cifre si riferiscono a periodi diversi, e l’attività criminale legata alla Russia va distinta dalle operazioni dirette dallo Stato. Pesa anche l’ambiguità del linguaggio sugli attacchi che partono dal territorio russo, un’ambiguità di cui Putin e chi lo imita si servono e che Londra ha alimentato con espressioni come attività «sotto soglia». Le perdite future, infine, vanno tenute distinte dai danni già subiti: la stima annuale è quindi un punto di partenza.
I casi mostrano perché l’onere superi il bersaglio immediato. L’incendio doloso di Leyton, commissionato dalla Russia nel marzo 2024, ha causato circa 1 milione di sterline di danni materiali, secondo il Counter Terrorism Policing. Mancherebbero l’interruzione dell’attività d’impresa e le risorse pubbliche impiegate per indagini e risposta. Per i disagi aeroportuali legati ai droni le cifre sono in gran parte assenti, ma la sola indagine di polizia sull’attività di droni del 2024 presso la RAF Lakenheath è costata oltre 600.000 sterline. Il caso JLR, stimato dal Cyber Monitoring Centre in 1,9 miliardi di sterline per l’economia britannica, mostra come un attacco si propaghi lungo fornitori e clienti.
Per gli autori misurare serve anche a decidere. Con la finanza pubblica sotto pressione, conoscere il costo dell’ostilità russa aiuterebbe a giustificare le scelte di spesa e a stabilire dove l’investimento in resilienza produrrebbe il maggior beneficio economico. La spesa per la protezione è visibile, mentre le perdite evitate sono difficili da documentare. Occorrerebbe inoltre chiarire chi sostiene il costo, perché le perdite delle imprese e la spesa pubblica hanno implicazioni diverse per il governo.
Il commento indica tre passi. Il primo è uno sforzo coordinato di quantificazione, con un dipartimento responsabile e il coinvolgimento del Tesoro nella metodologia; i dati sono dispersi tra imprese, enti pubblici, assicurazioni e gestori di infrastrutture e vanno raccolti proteggendo le informazioni commerciali sensibili. Il secondo è una valutazione annuale pubblica, che separi perdite misurate, spesa per la resilienza ed esposizione futura, spieghi attribuzione e incertezza ed eviti doppi conteggi. Il terzo è collegarla a impegni operativi e di investimento, valutando i progressi sugli esiti.
Spiegare il fenomeno ai cittadini, aggiungono, darebbe sostanza agli avvertimenti sulla Russia, senza suggerire che ogni perdita economica equivalga a risorse sottratte al bilancio dello Stato. Alla formula governativa «la sicurezza economica è sicurezza nazionale» dovrebbe corrispondere una comprensione di come l’attività ostile danneggi l’economia.
Il commento di GrNet.it
Oltre 600.000 sterline per la sola indagine di polizia sui droni a RAF Lakenheath: è una voce che nessun bilancio della difesa registra, perché ricade su forze di polizia e amministrazioni civili. La stima britannica di 2-2,5 miliardi di sterline resta fragile, poiché dipende in larga parte da un singolo incidente, JLR, e dalla distinzione, ancora incerta, tra criminalità e operazioni di Stato. Per l’Italia, paese con infrastrutture sottomarine e basi alleate sul proprio territorio, la questione è se esista una contabilità analoga, e a quale ministero spetterebbe tenerla. Prima di fissare una cifra potrebbe servire una metodologia condivisa tra difesa, interno, economia e operatori privati.
Fonte: RUSI · Pubblicato il 6 ottobre 2026




