Guardia di Finanza

Frode fiscale nelle sale slot: evasi 4,5 milioni, sette indagati

La Guardia di Finanza di Varese scopre un sistema di evasione tramite società fittizie e prestanomi di etnia sinica

Varese, 10 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Varese ha concluso un’indagine su un articolato sistema di frode fiscale nel settore delle sale slot. Sette persone sono state deferite alla Procura della Repubblica per dichiarazione fraudolenta e omessa dichiarazione. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2024 è stata sottratta a tassazione una base imponibile di 4.715.316 euro, con un’imposta evasa di 1.705.324 euro.

L’indagine è stata condotta dai Finanzieri della Compagnia di Luino, che hanno sviluppato un’autonoma attività investigativa concentrandosi sugli operatori economici attivi nel comparto del gioco tramite apparecchi AWP (Amusement With Prizes) e VLT (Video Lottery Terminal). L’analisi dei dati estrapolati dalle banche dati del Corpo ha permesso di individuare il meccanismo fraudolento.

Il sistema si basava sulla costituzione di società in accomandita semplice create ad hoc, con continui e fittizi trasferimenti di quote societarie a prestanome di etnia sinica. In alcuni casi, dopo aver assunto formalmente la carica, questi soggetti lasciavano il territorio nazionale per far rientro in Cina. I reali gestori delle società, in qualità di soci accomandatari, dichiaravano e versavano le imposte solo sulla propria quota del 10% del reddito. Il restante 90%, formalmente attribuito ai soci accomandanti che si alternavano nel tempo, pur risultando dichiarato non veniva mai assoggettato al pagamento delle imposte dovute.

Secondo gli investigatori, il continuo avvicendamento della compagine societaria avrebbe consentito ai reali dominus del sistema di schermare la propria posizione e sottrarre al Fisco gran parte dei redditi d’impresa.

Agli indagati è stata inoltre contestata la violazione dell’articolo 131-ter del Testo Unico Bancario, in materia di abusiva attività bancaria. Dall’analisi della documentazione bancaria acquisita è emerso che i terminali P.O.S. sarebbero stati utilizzati per consentire prelievi di denaro contante destinati a finanziare nuove giocate alle slot machine presenti negli esercizi.

L’Autorità Giudiziaria inquirente ha emesso il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, avanzando richiesta di rinvio a giudizio per tutti i sette soggetti indagati.

Video del comunicato

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