Quella fiducia dei francesi nelle forze dell’ordine che manca in Italia.

Roma, 9 luglio 2026 – Secondo quanto riportato dalla stampa francese, l’Assemblée Nationale avrebbe approvato in prima lettura una proposta di legge volta a introdurre una presunzione di legittimità dell’uso dell’arma da parte delle forze dell’ordine.
Non si tratterebbe ancora di una legge definitiva perché il testo dovrà proseguire il proprio iter parlamentare, ma il significato politico, prima ancora che giuridico, è notevole: in Francia si discute apertamente della necessità di rafforzare la tutela degli operatori di polizia e gendarmeria quando, nell’esercizio delle proprie funzioni, sono costretti a fare uso delle armi.
Nessuno può seriamente sostenere che una presunzione di legittimità equivalga a una licenza di sparare. Peraltro, la presunzione sarebbe relativa, cioè superabile dalla prova contraria, quando emergano elementi idonei a dimostrare un abuso, una sproporzione o un uso illegittimo della forza.
Si potrà anche osservare che, in fondo, nel processo penale è comunque l’accusa a dover dimostrare la sussistenza di tutti gli elementi del reato e che, quindi, la riforma poco cambia nella sostanza.
È vero, ma qui il discorso non è soltanto tecnico giuridico, ma culturale, politico e morale. La questione è la prospettiva con cui uno Stato guarda i propri servitori in divisa. Se li guarda come potenziali colpevoli quando intervengono oppure se parte dall’idea opposta che un poliziotto, quando agisce in servizio e soprattutto quando arriva al punto estremo di usare l’arma, lo faccia per una ragione lecita, per adempiere a un dovere e per proteggere la comunità.
Nessuno invoca l’impunità dei poliziotti. Chi abusa della divisa deve rispondere davanti alla legge, come e anzi più degli altri. Significa solo riconoscere che chi affronta il pericolo per conto dello Stato presumibilmente l’ha fatto per adempiere al proprio dovere, salvo prova contraria, il cui onere spetta all’accusatore.
In Italia siamo ancora molto lontani da questa sensibilità e ogni volta che si prova ad ampliare la tutela giuridica delle forze dell’ordine, si alza immediatamente il sospetto ideologico di voler legittimare abusi di Stato.
La Francia, almeno da quanto emerge da questa iniziativa parlamentare, sembra comprendere più di noi che la sicurezza pubblica non si difende soltanto con mezzi, organici e dotazioni, ma soprattutto con l’appropriata tutela degli operai con le stellette.
Con questa norma, forse, cambierà poco giuridicamente. Moralmente, invece, cambia moltissimo. Quindi, chapeau!




