Bari, sequestro di 1,3 milioni di euro per peculato all’Agenzia del Turismo

La Guardia di Finanza esegue il provvedimento del Gip. Indagati tre soggetti per distrazione di fondi pubblici nel periodo 2017-2023
Bari, 3 giugno 2026 – I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nelle province di Bari e Foggia, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda denaro, beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro.
Tre soggetti sono indagati, in concorso tra loro e a vario titolo, per il delitto di peculato di risorse pubbliche indebitamente distratte dai bilanci dell’Agenzia Regione del Turismo della Regione Puglia. Nel 2024 e nel 2025 erano già stati eseguiti tre sequestri per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro nel medesimo contesto.
Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari hanno ricostruito un «metodo» adottato per anni dagli indagati. Nel periodo tra il 2017 e il 2023, secondo l’accusa, avrebbero sistematicamente dirottato denaro pubblico per oltre 2,5 milioni di euro, di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio, appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale.
Le condotte illecite riguardano emolumenti stipendiali e compensi «fuori busta» corrisposti al Dirigente Generale ad interim dell’Agenzia (successivamente deceduto), che secondo le verifiche risultano totalmente ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli dovuti per le mansioni ricoperte e l’inquadramento contrattuale.
Le indagini hanno portato a contestazioni nei confronti complessivamente di 13 soggetti, di cui 4 pubblici ufficiali, tutti destinatari di sequestri. Tra gli indagati figurano anche familiari e privati che, nella consapevolezza della provenienza illecita del denaro, avrebbero contribuito a «ripulire» le somme a loro accreditate e a «reimpiegare» i beni strumentali acquistati con i soldi pubblici in attività economiche.
Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari. Le persone destinatarie dei provvedimenti cautelari non sono state ancora rinviate a giudizio né condannate.







