Brescia, divieto di esercitare attività per due indagati in frode sui crediti fiscali

Ordinanza del Tribunale del Riesame confermata dalla Cassazione. Crediti IVA inesistenti per oltre 4 milioni, coinvolto anche il Brescia Calcio
Brescia, 9 luglio 2026 – Il Tribunale del Riesame di Brescia ha emesso un’ordinanza che vieta per dodici mesi l’esercizio di attività professionali e imprenditoriali nei confronti di un commercialista e un imprenditore bresciani, indagati per aver commercializzato crediti fiscali inesistenti. Il provvedimento è stato confermato dalla Corte di Cassazione a seguito del ricorso degli interessati.
L’ordinanza conclude un’indagine della Guardia di Finanza – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia che ha smascherato uno schema fraudolento articolato. Gli indagati, insieme ad altri tre soggetti, avrebbero favorito la generazione e commercializzazione di crediti IVA fittizi per un importo complessivo di oltre quattro milioni di euro.
Secondo l’accusa, gli indagati si sarebbero avvalsi di società fiscalmente inadempienti e prive di consistenza economica, rappresentate da prestanome, per creare i crediti inesistenti. Questi sarebbero stati successivamente ceduti tramite una società veicolo a diverse persone giuridiche, tra cui il Brescia Calcio S.p.A., che li avrebbero utilizzati per ridurre il carico fiscale e contributivo.
Il Tribunale del Riesame ha ritenuto che i due indagati, consapevoli dell’inesistenza dei crediti e della natura fraudolenta dell’operazione, sceglievano di non informare le società acquirenti di tali circostanze al fine di incassare la provvigione per la conclusione dell’affare.
Le indagini, avviate in precedenza, avevano già portato nel giugno 2025 all’esecuzione di perquisizioni in tutto il territorio nazionale nei confronti di 25 soggetti (11 persone fisiche e 14 persone giuridiche). Un soggetto originario della provincia di Avellino, con precedenti specifici in materia, era stato destinatario di custodia cautelare in carcere nel febbraio scorso.



