Polizia di Stato

Laurentino 38, spaccio via chat ed estorsioni: quattro misure cautelari e un arresto

Disarticolato un sistema che riforniva la piazza di spaccio «5° ponte». Indagini coordinate dalla Procura di Roma

Roma, 7 novembre 2026. Quattro misure cautelari eseguite nelle prime ore del mattino e un arresto in flagranza: la Polizia di Stato ha disarticolato un sistema delittuoso che riforniva di stupefacenti la piazza di spaccio denominata «5° ponte», nel quartiere Laurentino 38. L’attività è stata condotta dalla Squadra di polizia giudiziaria del IX Distretto Esposizione, sotto il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento criminalità diffusa e grave.

L’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) riguarda sei persone. Quattro delle misure sono state eseguite stamattina. Al «regista» dell’organizzazione sono contestati i reati di estorsione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi. Una donna, in regime di detenzione domiciliare, dovrà rispondere di tentata estorsione e lesioni personali aggravate. Agli altri indagati è contestata la detenzione ai fini di spaccio.

Un ulteriore indagato, non destinatario di misure cautelari, è stato arrestato in flagranza per il medesimo reato: aveva con sé dosi di cocaina pronte per la vendita al dettaglio.

Secondo gli investigatori, la spirale criminale si sarebbe sviluppata tra maggio 2023 e novembre 2025, attraverso condotte estorsive, detenzione abusiva di armi e munizioni, rapina, traffico e spaccio di stupefacenti. Nel corso delle indagini è stata documentata la movimentazione di ingenti quantitativi di cocaina, con continui cambi di strategia da parte del «capo piazza» per garantire nuovi canali di distribuzione, anche con consegne a domicilio o in altri luoghi.

Il «regista», avvalendosi di collaboratori fidati, avrebbe seguito l’approvvigionamento e le operazioni di lavorazione e confezionamento delle dosi, anche da remoto, utilizzando piattaforme di messaggistica criptate. Avrebbe inoltre stabilito la quantità di sostanza da assegnare ai singoli pusher. Lo stupefacente, in parte importato dall’estero, veniva spedito in pacchi imballati e occultato tra biancheria intima, indirizzati a prestanome, ai quali per il ritiro sarebbe stata corrisposta la somma di 1000 euro.

L’indagine ha avuto origine nel settembre 2024, quando uno dei collaboratori del «capo piazza» si è dissociato dal sistema. Secondo quanto ricostruito, era diventato vittima di condotte estorsive legate a debiti non saldati connessi all’attività di spaccio. Il primo debito, pari a 14.000 euro e risalente al 2023, sarebbe stato saldato in modo coattivo con la cessione di un veicolo a beneficio di terzi e con il pagamento di somme in contanti.

Nel 2024, dopo l’arresto dello stesso collaboratore e il sequestro di una partita di stupefacente, sarebbe stato costretto ad accollarsi il valore della sostanza sottratta al mercato. La pressione si sarebbe estesa ai familiari, fino alla cessione di un secondo veicolo, nella disponibilità del nucleo familiare, a garanzia del saldo richiesto.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

Redazione di GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa attivo dal 2007. Segue quotidianamente le notizie e gli approfondimenti su Forze di Polizia, Forze Armate, scenari internazionali, normativa e concorsi del comparto sicurezza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio