Sora, sequestro e misure cautelari: nuova società su attività già confiscate

La Dia di Roma esegue due ordinanze e un decreto di sequestro preventivo su disposizione della Procura di Cassino
Cassino, 6 novembre 2026. Nella mattinata di oggi il Centro operativo della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Roma, con il supporto di personale della Questura e dei Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza di Frosinone, ha eseguito due ordinanze cautelari nei confronti di due persone gravemente indiziate di concorso nel reato di trasferimento fraudolento di valori, oltre a un decreto di sequestro preventivo. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Cassino su richiesta della Procura della Repubblica di Cassino.
Le misure disposte sono il divieto di dimora nel Comune di Sora e l’interdizione per 12 mesi dall’esercizio di uffici direttivi di persone giuridiche e imprese.
I provvedimenti sono collegati agli sviluppi delle indagini patrimoniali condotte dallo stesso Centro operativo Dia di Roma, già culminate a marzo scorso con la confisca, disposta dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma ai sensi del Codice antimafia, del patrimonio milionario illecitamente accumulato da un uomo arrestato nel 2020 nell’inchiesta Requiem. Quell’indagine aveva consentito di smantellare un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed estorsione attiva nel Sorano, nel Cassinate e nella provincia dell’Aquila, con collegamenti a clan camorristici.
Il patrimonio confiscato era costituito da numerose società operanti nel settore delle onoranze funebri e della rivendita di fiori e pellet. Secondo il provvedimento del Tribunale di Roma, era frutto del reinvestimento dei proventi delle attività delittuose.
Le nuove indagini hanno fatto luce sul tentativo dello stesso pluripregiudicato di proseguire le proprie attività imprenditoriali nonostante le misure di prevenzione a suo carico. Gli accertamenti di polizia giudiziaria, coordinati dalla Procura di Cassino, hanno evidenziato che l’uomo, per il tramite di una prestanome, aveva costituito e amministrato di fatto una nuova società operante nel medesimo settore merceologico delle imprese confiscate. La società occupava gli stessi locali già utilizzati per l’esercizio delle imprese vincolate.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati potranno far valere le proprie difese nelle successive fasi procedimentali e processuali, ai sensi del codice di procedura penale.





