Raccolta rifiuti in Campania, sequestro da oltre 7 milioni a tre società

Otto indagati tra soci e amministratori. Le società gestiscono la raccolta in 14 Comuni campani
Napoli, 2 novembre 2026. Lo scorso 12 ottobre la Compagnia della Guardia di finanza di Ischia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso d’urgenza dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda), nei confronti di 8 indagati, soci e amministratori di tre società con sede nelle province di Napoli e Caserta. Le tre imprese sono attualmente affidatarie del servizio di raccolta dei rifiuti urbani in 14 Comuni della Campania.
Secondo la Procura, le società hanno reimpiegato beni e utilità provenienti da un’ulteriore impresa contaminata da capitali riconducibili al clan dei casalesi.
Già nel marzo scorso il giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, aveva disposto il sequestro delle quote di quella società, ritenuta veicolo di reimpiego di proventi delle attività della criminalità organizzata.
Gli approfondimenti dei finanzieri della Compagnia di Ischia hanno consentito di ricostruire i flussi finanziari delle ricchezze di matrice criminale immesse nel circuito economico legale. Hanno inoltre permesso di delineare la progressiva e deliberata spoliazione dell’attivo della società oggetto del sequestro di marzo.
Attraverso fittizi conferimenti di rami d’azienda e il ricorso a prestanome, la società aveva traslato la propria struttura aziendale nelle tre imprese destinatarie del nuovo provvedimento. Gli appalti, per un ammontare complessivo di circa 75 milioni di euro, sono stati ripartiti tra le tre società. Le operazioni erano funzionali a consentire la prosecuzione dell’attività di raccolta dei rifiuti appaltata dagli enti locali.
La Procura, per preservare l’integrità del compendio patrimoniale e impedire la prosecuzione dell’attività criminosa, ha quindi adottato il decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza. In attuazione del provvedimento, i finanzieri hanno sottratto agli amministratori il patrimonio e i beni delle società, del valore di oltre 7 milioni di euro. Hanno inoltre sequestrato il capitale sociale, del valore nominale di 240.000 euro. Le aziende sono state immediatamente affidate all’amministratore giudiziario designato dalla Procura.
Il 23 ottobre il Gip del Tribunale di Napoli ha convalidato il sequestro disposto dalla Procura ed emesso un apposito decreto di sequestro preventivo relativo ai medesimi beni.
Il provvedimento è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, contro la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari del decreto sono persone sottoposte a indagini.






