Sanzioni alla Serbia: la proposta al Congresso rischia di rafforzare Vučić

«Vučić ha tentato piuttosto disperatamente di incontrare Trump, viaggiando persino a Mar-a-Lago per farlo, ed è sempre stato respinto nei suoi sforzi». È quanto osserva Lily Lynch, direttrice della rivista Balkanist, in un’analisi pubblicata da Responsible Statecraft, testata legata al Quincy Institute, a firma di Giorgio Cafiero, dedicata alla proposta di legge SRBIJA Act presentata il 27 agosto dai deputati Joe Wilson e Bill Keating.
Il testo prevede sanzioni e restrizioni sui visti per gli «attori maligni» accusati di minare democrazia, stato di diritto e stabilità nei Balcani occidentali, e minaccia sanzioni contro Belgrado se il governo serbo mantiene i rapporti con Russia, Cina e Iran. L’iniziativa arriva mentre la Serbia si prepara a elezioni parlamentari anticipate previste il mese prossimo, dopo quasi due anni di proteste antigovernative, e a ridosso del lancio di un nuovo Dialogo Strategico tra Washington e Belgrado a luglio.
Secondo l’articolo, la SRBIJA Act non riflette l’approccio dell’amministrazione Trump verso Belgrado. Il caso della compagnia petrolifera NIS, in cui due società statali russe detengono la quota di maggioranza, illustra la complessità reale della posizione statunitense: Washington ha concesso deroghe alle sanzioni mentre proseguono le trattative sulla possibile vendita della quota russa, l’ultima ottenuta il 28 agosto.
Vladimir Trapara, analista politico di Belgrado, sostiene che l’iniziativa congressuale «ha scarse possibilità di successo» e che un suo fallimento potrebbe persino rafforzare la popolarità del governo serbo. Nikola Mikovic, analista geopolitico serbo, osserva che i sostenitori di Vučić descrivono Wilson e Keating come attori ostili che cercano di dettare la politica estera di Belgrado, mentre gli oppositori vedono con favore la legge, sperando porti alla caduta del presidente.
L’articolo ricostruisce la strategia di bilanciamento tra Occidente, Mosca e Pechino portata avanti da Belgrado. Sulla Russia, Trapara nota che l’Occidente tollera un livello già basso di relazioni serbo-russe in cambio del sostegno all’Ucraina, mentre Mosca accetta di conservare almeno quel margine di influenza: una dinamica che permette a Vučić di ottenere sostegno da entrambe le parti. Con la Cina, emersa come principale partner economico non occidentale di Belgrado, la sfida è diversa: Mikovic avverte che un peggioramento dello scontro USA-Cina potrebbe mettere Vučić, che ha visitato Pechino nel maggio 2026 e ospitato Xi Jinping nel maggio 2024, davanti a una scelta più difficile.
La pressione occidentale si è intensificata anche sul fronte del passato bellico jugoslavo, dopo la morte di Ratko Mladić lo scorso mese. Il 3 settembre un aereo del governo serbo ha riportato la salma in patria, avvolta nella bandiera nazionale; la Commissaria UE all’allargamento Marta Kos ha cancellato una visita prevista a Belgrado in segno di protesta. Per una parte dell’elettorato di Vučić, tali critiche rafforzano la percezione di un’ingiusta pressione occidentale, con effetti potenzialmente favorevoli al presidente in vista del voto.
Il commento di GrNet.it
Il precedente utile è quello delle sanzioni contro la Serbia di Milošević negli anni Novanta, che indebolirono l’economia ma non incrinarono il consenso attorno al leader, alimentando anzi una retorica nazionale di accerchiamento. La stessa logica, secondo l’analisi, rischia di ripetersi con Vučić: una misura punitiva concepita a Washington può trasformarsi in argomento di propaganda a Belgrado. Per un osservatore con background militare, colpisce la distanza tra la retorica parlamentare americana e la linea pragmatica dell’amministrazione Trump, che tramite il Dialogo Strategico e le deroghe sulla NIS mantiene aperti canali negoziali concreti. Per l’Italia, che nei Balcani occidentali ha interessi diretti di stabilità regionale e presenza nella missione KFOR, l’episodio suggerisce cautela: le iniziative unilaterali di pressione, se non coordinate con l’Unione Europea e con gli attori regionali, possono produrre l’effetto opposto a quello dichiarato.
Fonte: Quincy · Pubblicato il 14 settembre 2026




