Witkoff e Kushner tornano a Mosca e Kyiv per riavviare i negoziati

Un aereo pronto a decollare verso due capitali in guerra tra loro, un weekend di inizio settembre scelto per riattivare un canale diplomatico rimasto fermo per mesi: è lo scenario riportato da Axios e ripreso da Responsible Statecraft, testata del Quincy Institute, secondo cui gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno a Mosca e a Kyiv nei prossimi giorni per tentare di rilanciare i negoziati sulla fine della guerra in Ucraina.
Si tratterebbe della prima visita della coppia diplomatica a Kyiv da quando Donald Trump è tornato alla presidenza, e arriva dopo il viaggio a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe della settimana precedente. Secondo un articolo del New York Times citato nel pezzo, non è chiaro se gli americani portino nuove proposte ai due presidenti o intendano piuttosto spingerli a colmare le distanze residue, tra cui la questione del controllo definitivo del Donbass, territorio ucraino in parte occupato dalla Russia.
George Beebe, direttore per la grande strategia al Quincy Institute, ha definito lo sviluppo «molto positivo», sottolineando che tutte le parti hanno forti motivi per porre fine ai combattimenti. Ha però avvertito che cogliere questo momento favorevole richiederà di superare la profonda sfiducia reciproca tra Russia e Ucraina, oltre a dissipare i dubbi sulla capacità dell’amministrazione Trump di reggere l’opposizione sia in Europa sia dentro l’establishment di Washington.
Gli sforzi diplomatici erano stati sospesi dall’inizio della guerra statunitense contro l’Iran, alla fine di febbraio. La notizia del viaggio è stata riportata inizialmente dall’agenzia di stato russa TASS e da Axios; Reuters ha poi precisato che i dettagli non sarebbero ancora definitivi per ragioni di sicurezza legate alla parte americana.
Il tentativo di riavviare i colloqui coincide con un’escalation di violenza su entrambi i fronti. Venerdì un drone di origine non identificata ha colpito la sede del servizio di sicurezza ucraino a Kyiv, ferendo nove persone secondo il sindaco della capitale. A luglio i morti civili in Ucraina avevano toccato il livello più alto dal maggio 2022, secondo dati delle Nazioni Unite. Kyiv ha intensificato a sua volta gli attacchi in profondità sul territorio russo, mentre le forze russe avanzano lentamente verso le ultime due «città fortezza» ucraine nel Donetsk.
Confermando su X la notizia della visita, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha promesso che non ci saranno attacchi aerei dalla parte ucraina, chiedendo reciprocità da parte russa per il tempo necessario a svolgere i colloqui e gestire gli aspetti logistici della missione americana.
Beebe osserva che sia Kyiv sia Mosca cercheranno garanzie specifiche nei negoziati: l’Ucraina vorrà assicurarsi di non restare priva di sostegno in caso di una futura invasione russa, mentre Mosca punterà a intese più ampie sulla sicurezza europea e alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche ed economiche con Washington. Secondo Beebe, nessuno dei due obiettivi è raggiungibile senza un ruolo centrale degli Stati Uniti nei negoziati.
Il commento di GrNet.it
Che cosa cambia davvero rispetto ai tentativi falliti dei mesi precedenti? Poco, se si guarda ai nodi sul tavolo: il controllo del Donbass e le garanzie di sicurezza reciproche restano gli stessi ostacoli che hanno bloccato ogni intesa precedente. La sospensione dei negoziati legata alla guerra contro l’Iran mostra quanto la diplomazia ucraina resti ostaggio di priorità americane altrove, un elemento che a Roma dovrebbe pesare nella valutazione della propria autonomia negoziale in sede NATO. Resta poi da capire se la tregua aerea proposta da Zelensky, subordinata alla reciprocità russa, reggerà oltre la durata simbolica di un weekend diplomatico.
Fonte: Quincy · Pubblicato il 4 settembre 2026




