35 anni della Direzione investigativa antimafia, cerimonia celebrativa a Roma

Alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica presenti il ministro Piantedosi e il procuratore nazionale antimafia Melillo
Roma, 29 ottobre 2026. Si è svolta nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma la cerimonia celebrativa del 35° anniversario dell’istituzione della Direzione investigativa antimafia (Dia), organismo investigativo interforze che dal 1991 svolge indagini preventive e giudiziarie contro la criminalità organizzata di tipo mafioso.
Alla cerimonia hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Commissione parlamentare antimafia, on. Chiara Colosimo, il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo e il direttore della Dia, generale di corpo d’armata Nicola Massimo Masciulli. L’evento è stato condotto dalla giornalista Laura Chimenti.
Il ministro Piantedosi ha dichiarato: «Il trentacinquesimo anniversario della Direzione Investigativa Antimafia rappresenta un’occasione importante per riconoscere il valore del lavoro svolto in questi anni e per riaffermare l’impegno dello Stato nel contrasto alla criminalità organizzata. Le mafie hanno dimostrato una crescente capacità di adattarsi ai cambiamenti economici, finanziari e tecnologici. Per questo è fondamentale continuare a rafforzare gli strumenti di prevenzione e di investigazione, valorizzando la specializzazione delle competenze e la collaborazione tra le istituzioni». Piantedosi ha aggiunto che «La DIA costituisce un presidio essenziale del nostro sistema di sicurezza», sottolineando che «La sfida è continuare ad anticipare l’evoluzione dei fenomeni criminali».
Il capo della Polizia Pisani ha ripercorso l’evoluzione della legislazione antimafia, sottolineandone il valore, l’efficacia e l’unicità nel mondo. Ha evidenziato come il modello interforze di contrasto alle mafie, voluto da Giovanni Falcone e che trova la sua espressione proprio nella Dia, sia anch’esso unico nel panorama internazionale e si replichi in altre articolazioni operative del Dipartimento della Pubblica sicurezza.
Pisani ha affermato: «L’azione interforze e la nostra legislazione antimafia sono talmente all’avanguardia che fanno parte di progetti di diplomazia giuridica che vengono portati avanti dal Ministero degli Affari e del Ministero della Giustizia. Un vero e proprio made in italy giuridico che ci rende allo stesso tempo orgogliosi e consapevoli del grande impegno che dobbiamo onorare».
Il capo della Polizia ha ricordato anche quanto sia strategica e fondamentale per la lotta alla criminalità organizzata e alle mafie l’aggressione ai patrimoni illeciti.
Durante la cerimonia sono stati proiettati filmati e contributi audiovisivi che hanno ripercorso i momenti più significativi della storia della Dia, dalla sua istituzione fino alle più recenti sfide investigative. Particolare attenzione è stata dedicata all’aggressione dei patrimoni illeciti, alla cooperazione internazionale e alla capacità di adattamento delle mafie alla modernità finanziaria e tecnologica.
Un momento di particolare valore simbolico è stata la consegna di riconoscimenti premiali al personale interforze. La premiazione ha voluto rendere omaggio alla professionalità, alla dedizione e allo spirito di servizio delle donne e degli uomini che hanno contribuito alla storia dell’Organismo.
Trentacinque anni di attività, secondo la nota ufficiale, rappresentano un patrimonio di esperienze, professionalità e risultati, espressione di un modello investigativo interforze che ha saputo evolversi adeguando strumenti e strategie alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose. Un percorso che testimonia il costante impegno dello Stato nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità organizzata, a tutela della legalità, dell’economia e delle istituzioni democratiche.
La cerimonia si è conclusa con l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte della Banda interforze.












