Truffa ai danni dell’Ue, rinviati a giudizio sei indagati

Frode nel programma LIFE per la mobilità sostenibile sulla Costa d’Argento. Bloccati 852mila euro, recuperati quasi 2 milioni
Grosseto, 15 luglio 2026 – Sei persone sono state rinviate a giudizio per truffa aggravata, tentata truffa e malversazione in un’articolata frode ai danni dell’Unione Europea. L’indagine, condotta dai finanzieri della Compagnia di Orbetello sotto il coordinamento della Procura Europea (Eppo) – Ufficio di Bologna, ha riguardato il programma di finanziamento comunitario LIFE della Commissione Europea.
Il progetto, autorizzato attraverso una convenzione di sovvenzione diretta tra l’Agenzia Esecutiva per le Piccole e Medie Imprese e un centro di ricerca universitario, era destinato a sostenere la mobilità sostenibile e integrata nei tre Comuni della Costa d’Argento: Isola del Giglio, Monte Argentario e Orbetello. L’iniziativa prevedeva l’utilizzo di veicoli elettrici – biciclette, scooter, autovetture e imbarcazioni – inclusa la navigazione nella laguna di Orbetello mediante battelli elettrici appositamente realizzati, che però non sono mai entrati in funzione poiché rimasti meri prototipi privi di omologazione.
Gli accertamenti, che hanno incluso perquisizioni in diverse regioni italiane e l’analisi della documentazione sequestrata, hanno rilevato che i mezzi realizzati e acquistati con i fondi comunitari versavano in stato di completo abbandono. È emerso inoltre che circa il 70% dei fondi era stato imputato a spese per il personale, tra cui «soggiorni» in località turistiche.
In diversi casi, anziché sviluppare un reale progetto di mobilità sostenibile, i responsabili affidavano commesse a società a loro riconducibili, che fatturavano «attività di consulenza» per incrementare i costi del progetto e percepire illecitamente i finanziamenti.
L’attività investigativa ha permesso di bloccare l’erogazione di 852.549 euro relativi all’ultima tranche del finanziamento, di importo complessivamente pari a 2.841.430 euro. È stata inoltre avviata la procedura per il recupero dei contributi già erogati dall’Unione Europea, pari a 1.989.281 euro.
Tra gli indagati figurano due soggetti deputati alla gestione del progetto, nonché tre amministratori e un dipendente rispettivamente di tre società beneficiarie.




