Sequestrato eliporto abusivo a Sorrento, denunciati due funzionari comunali

La Guardia Costiera e la Guardia di Finanza hanno eseguito il decreto del gip. L’opera realizzata in area protetta senza autorizzazioni
Torre Annunziata, 7 agosto 2026 — La Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e la Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli hanno sequestrato preventivamente l’intera area e il cantiere del complesso eliportuale «Le Tore» a Sorrento, in località omonima. Il sequestro è stato eseguito in base a un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica. Sono stati denunciati un dirigente e un funzionario dei Lavori Pubblici del Comune di Sorrento per violazioni in materia urbanistica e paesaggistica.
Le indagini, coordinate dalla Procura e supportate da una consulenza tecnica, hanno accertato che i lavori di riqualificazione dell’eliporto sono stati realizzati in un’area rientrante quasi interamente nella Zona di Conservazione Speciale «Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano» (IT8030006), istituita secondo la Direttiva Habitat 92/43/Cee e gestita dall’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari. L’area è inoltre sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e idrogeologico, e caratterizzata da pericolosità per eventi franosi.
Secondo gli accertamenti, gli interventi sono stati realizzati in assenza di un valido titolo abilitativo e della valutazione di incidenza ambientale (VIncA) prevista dalla normativa regionale. Mancava inoltre l’autorizzazione paesaggistica richiesta per zone di notevole interesse pubblico. La consulenza tecnica ha rilevato che la Conferenza dei Servizi semplificata sulla quale si basava l’intervento era invalida e illegittima: non aveva carattere decisorio perché il progetto sottoposto era solo di fattibilità tecnico-economica, non esecutivo; inoltre non erano stati invitati l’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale e l’Ufficio condono del Comune, nonostante la presenza di manufatti abusivi nell’area.
Il sequestro preventivo è stato disposto per evitare l’aggravamento delle conseguenze dei reati, trattandosi di opere abusive non ultimate in un’area protetta. Il decreto è impugnabile dinanzi al Tribunale del riesame. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari.




