Carabinieri

Moglia, lite in famiglia nasconde droga: arrestato 20enne con 326 grammi di hashish

I carabinieri intervengono per sedare una controversia domestica e scoprono sostanza stupefacente e materiale da spaccio nella camera da letto

Moglia, 13 luglio 2026 – Nel pomeriggio dell’11 luglio, i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del Nor della Compagnia di Gonzaga, con il supporto della Stazione di Quistello, hanno arrestato un 20enne italiano accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scaturita da un intervento per una lite familiare.

Intorno alle 13:50, la Centrale Operativa ha inviato una pattuglia presso un’abitazione del comune mantovano per sedare una controversia tra il giovane e lo zio convivente. Una volta sul posto, i militari hanno appreso dai familiari di uno stato di forte tensione e irritabilità del ragazzo, che si era chiuso nella propria camera da letto.

Non appena il 20enne ha aperto la porta, i carabinieri hanno avvertito un forte odore di stupefacente proveniente dall’interno della stanza. Posto di fronte all’evidenza, il giovane si è diretto verso il letto e ha spontaneamente consegnato ai militari un involucro contenente circa 20 grammi di hashish.

Ritenendo che potesse esservi ulteriore sostanza occultata, gli operanti hanno richiesto rinforzi e hanno proceduto a una perquisizione meticolosa della camera. Sopra l’armadio, all’interno di una borsa frigo con ghiaccio sintetico, è stata rinvenuta una busta sottovuoto contenente tre panetti di hashish per un peso di oltre 300 grammi.

La perquisizione ha inoltre permesso di scoprire materiale tipicamente associato all’attività di spaccio: decine di bustine per il confezionamento delle dosi in un marsupio, un bilancino di precisione e un taglierino intriso di sostanza in un cassetto. È stato inoltre trovato un «foglio mastro» con appuntati pesi, prezzi e dettagli inerenti a presunti incontri con fornitori.

L’ingente quantitativo di stupefacente, complessivamente oltre 326 grammi di hashish, e tutto il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro penale. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova, il 20enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell’udienza di convalida e del giudizio con rito direttissimo.

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