Guardia di Finanza

Guardia di Finanza, blitz sui money transfer a Brescia: 3 milioni di sanzioni

Otto controlli in provincia hanno rilevato irregolarità nell’identificazione della clientela e violazioni sulle rimesse di denaro verso l’estero

Brescia, 29 maggio 2026 — La Guardia di Finanza ha concluso un piano coordinato di controlli sui servizi di money transfer nella provincia di Brescia, rilevando gravi irregolarità amministrative. Otto ispezioni hanno interessato esercizi commerciali che offrono servizi di rimessa di denaro, punti cruciali per il trasferimento di valuta verso l’estero.

L’operazione si è concentrata su internet point, minimarket, tabaccherie e centri elaborazione dati che operano anche come agenti di istituti di moneta elettronica e prestatori di servizi di pagamento. I controlli hanno riguardato Brescia, Desenzano del Garda, Bedizzole, Lonato, Darfo Boario Terme e Gavardo.

I finanzieri hanno verificato il rispetto degli obblighi di identificazione della clientela, la registrazione e la conservazione dei dati relativi a mittenti e beneficiari, essenziali per tracciare i movimenti di capitali e intercettare operazioni sospette. Sono state riscontrate 6 violazioni degli obblighi di adeguata verifica della clientela, 2 casi di mancata conservazione dei dati e 1 omissione nella comunicazione di circostanze rilevanti.

Di particolare gravità gli esiti dell’ispezione nel capoluogo. I militari hanno accertato 709 casi di mancata identificazione della clientela e 497 operazioni di rimessa di denaro per oltre 740.000 euro effettuate in violazione delle norme sulla limitazione dell’uso del contante e dei titoli al portatore. Per queste ultime violazioni è prevista una sanzione da 3.000 a 50.000 euro per ogni singola operazione. La violazione potrà essere definita con il pagamento ridotto di 2.982.000 euro entro 60 giorni.

Data la sistematicità delle condotte, la Guardia di Finanza ha avanzato richiesta all’Oam (Organismo Agenti e Mediatori) di valutare la cancellazione di 7 soggetti dall’elenco degli agenti autorizzati. L’obiettivo è impedire che i canali di rimesse verso l’estero siano utilizzati per trasferire fondi di origine illecita, incluse pratiche fraudolente come lo smurfing, il frazionamento artificioso di somme sotto la soglia di legge spesso utilizzato per mascherare proventi da evasione fiscale, traffico di stupefacenti o lavoro irregolare.

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