Guardia di Finanza

Asilo nido abusivo a Vittorio Veneto: evasione fiscale e truffa da 470 mila euro

La Guardia di Finanza di Treviso scopre una struttura senza autorizzazioni. Denunciata la legale rappresentante per truffa aggravata

Vittorio Veneto, 7 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Treviso ha concluso una verifica fiscale nei confronti di un asilo nido completamente abusivo, scoprendo un’evasione dell’Iva per oltre 150 mila euro e l’indebita erogazione del «bonus nido» per oltre 320 mila euro. La legale rappresentante è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Treviso per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’indagine ha avuto origine dall’approfondimento di un controllo operato nel maggio 2025 dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Treviso, che aveva accertato la mancanza di qualsiasi titolo autorizzativo necessario per esercitare regolarmente l’attività di asilo privato.

Il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza ha acquisito tutti i dati relativi alla misura di sostegno al reddito erogata alle famiglie dei bambini frequentatori della struttura, resi disponibili dall’Inps in virtù di un protocollo d’intesa tra le due amministrazioni.

Gli approfondimenti hanno rivelato che il «bonus nido» richiesto dalle famiglie era stato ottenuto in maniera indebita, con titoli abilitativi forniti dall’asilo stesso risultati falsi. La misura, erogata dal 2019 al 2024, è riconosciuta per la frequenza di strutture abilitate a erogare servizi educativi ai bambini di età 0-3 anni: un’abilitazione completamente assente nella struttura scoperta.

I finanzieri hanno inoltre ricostruito l’evasione dell’Imposta sul Valore aggiunto, ammontante a oltre 150 mila euro, connessa all’erronea applicazione del titolo d’esenzione previsto per gli asili nido autorizzati. Oltre alla denuncia della legale rappresentante, per cui è prevista la pena da due a sette anni di reclusione, la società è stata segnalata all’Autorità giudiziaria per la responsabilità amministrativa da reato, con applicazione di una sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. Il caso sarà inoltre sottoposto alla Corte dei Conti per l’accertamento del danno erariale.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio