Medico non presenta la dichiarazione dei redditi: recuperati oltre 100 mila euro di compensi

Controlli della Guardia di Finanza di Matera sui lavoratori autonomi: la verifica è stata condotta dalla Compagnia di Policoro
Matera, 6 novembre 2026. La Guardia di Finanza di Matera ha recuperato a tassazione compensi non dichiarati al fisco per un importo complessivo superiore a 100 mila euro, riconducibili a un medico. Il professionista, operante nel settore sanitario, non aveva presentato la dichiarazione dei redditi relativa all’annualità d’imposta 2021.
Il caso rientra nell’ampio ventaglio di attività di polizia economico-finanziaria sviluppate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Matera. I controlli a contrasto dell’evasione fiscale proseguono, con particolare attenzione al settore dei lavoratori autonomi. In questo quadro, i militari della Compagnia di Policoro hanno eseguito un’attività ispettiva nei confronti del professionista.
La verifica fiscale, svolta nell’ambito del costante monitoraggio della realtà economica locale, ha consentito di accertare che il medico, per l’anno d’imposta 2021, non aveva presentato la prescritta dichiarazione. Secondo quanto riportato nel comunicato, il professionista risulta pertanto evasore totale per lo stesso periodo d’imposta.
Per ricostruire la posizione fiscale, i finanzieri hanno effettuato un’articolata attività di incrocio documentale e di acquisizioni informative. Sono state analizzate le molteplici prestazioni mediche effettuate e i relativi compensi percepiti, e infine è stato verificato l’adempimento degli obblighi dichiarativi.
Al termine dell’attività ispettiva sono stati individuati compensi non dichiarati per un importo complessivo superiore a 100 mila euro, ora recuperati a tassazione. Il comunicato non fornisce ulteriori dettagli sulla posizione del professionista.
La Guardia di Finanza sottolinea nel comunicato il rilievo della lotta all’evasione fiscale, che rappresenta, secondo il Corpo, un grave ostacolo allo sviluppo economico. L’evasione distorce la concorrenza e la corretta allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza l’equità , sottraendo spazio agli interventi a favore delle fasce sociali più deboli.








