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L’era del disordine: quando le regole globali perdono rilevanza

Secondo un’analisi pubblicata dall’European Council on Foreign Relations (ECFR), il panorama geopolitico contemporaneo potrebbe segnalare non semplicemente una crisi dell’ordine internazionale vigente, ma l’inizio di un’epoca di «disordine» strutturale, dove le regole condivise e i presupposti comuni che hanno retto le relazioni tra Stati perdono progressivamente rilevanza e capacità vincolante.

Ayşe Zarakol, professore di relazioni internazionali presso l’Università di Cambridge, propone una lettura storica che va oltre la narrativa convenzionale del declino dell’ordine liberale. Tracciando paralleli con periodi di frattura sistemica—dall’epoca tra le due guerre mondiali fino alle trasformazioni del XVII secolo—Zarakol suggerisce che l’attuale fase potrebbe rappresentare l’inizio di un’era più lunga di frammentazione geopolitica, dove i meccanismi di coordinamento multilaterale e le istituzioni internazionali perdono efficacia non per mancanza di volontà politica, ma per erosione dei fondamenti comuni su cui poggiavano.

Il dialogo con Mark Leonard, direttore dell’ECFR, sposta il focus dalla tradizionale domanda «come ripristinare l’ordine» a una questione più urgente e pragmatica: quale eredità del sistema precedente merita di essere preservata, e come può l’Europa sviluppare capacità di adattamento e resilienza in un contesto caratterizzato da maggiore imprevedibilità e assenza di regole condivise. Questo implica un ripensamento profondo delle strategie europee, non più orientate al restauro di assetti precedenti, ma alla sopravvivenza e al posizionamento in un ambiente di caos relativo.

L’analisi suggerisce che l’Europa si trovi di fronte a una scelta strutturale: abbandonare schemi mentali consolidati e riconoscere che il quadro di riferimento internazionale è mutato in modo qualitativo, non solo quantitativo. La sfida non è quindi quella di contrastare il disordine, ma di comprendere quali elementi del proprio modello di governance e di sicurezza rimangono funzionali in un sistema dove le assunzioni di base non sono più universalmente accettate.

L’episodio è stato registrato il 26 febbraio 2026.

L’analisi dell’ECFR tocca un nervo scoperto della strategia europea: la NATO e l’UE sono costruite su presupposti di ordine e prevedibilità che stanno effettivamente erodendosi. Per l’Italia, che occupa una posizione di cerniera tra il fianco atlantico e il Mediterraneo, questa transizione verso il «disordine» comporta implicazioni operative concrete—dalla ridefinizione delle priorità di difesa alla necessità di sviluppare autonomia strategica senza abbandonare i vincoli atlantici. La domanda che emerge non è se l’ordine tornerà, ma quale capacità di adattamento tattico e operativo l’Italia deve sviluppare per mantenere rilevanza in un sistema dove le regole sono in discussione permanente.


Fonte: ECFR · Pubblicato il 1 maggio 2026

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