Ischia, sequestrati oltre 356.000 euro di contributi per il sisma del 2017

Contributo per la ricostruzione di un immobile storico a Lacco Ameno: indagate due persone
Napoli, 15 ottobre 2026. La Compagnia della Guardia di finanza di Ischia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Napoli, per un valore di oltre 356.000 euro nei confronti di due persone ritenute responsabili di indebita percezione di erogazioni pubbliche e falsità ideologica. Il provvedimento si inserisce nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, Sezione V Ambiente Edilizia Urbanistica.
Gli accertamenti riguardano un compendio immobiliare di carattere storico nel Comune di Lacco Ameno, parzialmente danneggiato dal sisma del 21 agosto 2017. Per la sua ricostruzione il Commissario straordinario per gli interventi di riparazione, di ricostruzione, di assistenza alla popolazione e di ripresa economica nei territori dell’Isola d’Ischia ha concesso un contributo di 618.000 euro, di cui 347.592 già erogati.
Dopo il sisma era stato disposto lo sgombero dell’intero complesso, poi parzialmente revocato nel 2018 sulla base di una perizia redatta da un tecnico incaricato dalla proprietà. Il professionista aveva certificato l’abitabilità di 7 delle 10 unità immobiliari presenti nello stabile.
Nel 2020, in occasione della presentazione della domanda per il contributo alla ricostruzione, lo stesso tecnico predispose una nuova perizia, con cui si attestava che i danni avevano colpito tutto il fabbricato. In tal modo veniva giustificato l’inserimento nell’istanza dell’intera superficie, con il conseguente incremento del beneficio pubblico spettante.
All’esito degli accertamenti la struttura commissariale è stata informata delle risultanze, in modo da sospendere l’erogazione del restante contributo, pari a 261.763 euro. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo delle somme già erogate, dell’ammontare di 356.237 euro.
I finanzieri hanno sottoposto a sequestro i saldi dei conti correnti degli indagati, ossia della proprietaria dell’immobile e del tecnico incaricato. Il sequestro riguarda anche, fino a concorrenza del profitto del reato, lo stesso immobile storico oggetto degli interventi.
I destinatari del sequestro sono persone sottoposte a indagini. Avverso il provvedimento sono ammessi mezzi di impugnazione.






