Confisca da 37,2 milioni a imprenditrice emiliana, confermata dalla Corte d’Appello

La Guardia di Finanza di Bologna ha eseguito il decreto. Sequestrati aziende, immobili, denaro e beni di lusso
Bologna, 20 agosto 2026 – La Corte d’Appello di Bologna ha confermato integralmente le misure di prevenzione patrimoniali e personali nei confronti di una imprenditrice emiliana, disponendo la confisca di beni per complessivi 37,2 milioni di euro e l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 4 anni. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno dato esecuzione al decreto nella mattinata di oggi.
Tra gli asset sottoposti a vincolo figurano compendi aziendali operanti nel commercio di materie plastiche, del ferro e nel settore immobiliare, oltre a complessi residenziali, denaro, preziosi, orologi di lusso e autovetture. Secondo gli accertamenti, tali disponibilità risultano manifestamente sproporzionate rispetto alle esigue fonti reddituali ufficiali dell’imprenditrice.
L’operazione conclude indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia ed eseguite dal G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna. Gli investigatori hanno ricostruito una complessa rete societaria intestata a prestanome ma gestita di fatto dalla donna e dai suoi due figli, utilizzata per ottenere finanziamenti bancari anche garantiti dallo Stato. Le disponibilità liquide erano sistematicamente distratte per esigenze personali e familiari.
I beni erano già stati oggetto di sequestro a luglio 2025 e di confisca di primo grado lo scorso febbraio. L’imprenditrice è stata inquadrata nel profilo della «pericolosità sociale ordinaria», riconducibile alla «delinquenza economica», in virtù di numerosi reati perpetrati sul territorio nazionale per i quali ha subìto condanne definitive.







