Guardia di Finanza

Corruzione e visti falsi all’ambasciata di Tashkent: due arresti a Roma

Indagine della Guardia di finanza su rilascio illecito di autorizzazioni a cittadini russi. Coinvolto ex diplomatico e cittadina russa con nazionalità italiana

Roma, 7 maggio 2026 – Il Giudice per le Indagini Preliminari di Roma ha disposto la custodia in carcere nei confronti di due persone gravemente indiziate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. L’ordinanza è stata eseguita dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Roma, che ha coordinato l’inchiesta su disposizione della Procura della Repubblica.

L’indagine ha origine da un’ispezione svolta nel luglio 2025 dall’Ispettorato Generale del Ministero degli Affari Esteri presso l’Ambasciata d’Italia a Tashkent. Gli ispettori hanno riscontrato gravi irregolarità nella gestione dell’Ufficio Visti, in particolare nel rilascio di numerose autorizzazioni all’ingresso in Italia a cittadini russi, in violazione della Decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 2022 che aveva sospeso l’accordo di facilitazione dei visti con la Federazione Russa.

Le indagini hanno accertato un sistema sistematico di alterazione del rilascio dei visti turistici presso la sede consolare in Uzbekistan a partire da gennaio 2025. Coinvolto un ex Consigliere di Ambasciata con incarico di Capo missione diplomatica – già sottoposto a licenziamento – e una cittadina russa con nazionalità italiana, residente in Bulgaria, assunta come direttrice operativa in sostituzione di funzionari amministrativi italiani.

Gli accertamenti hanno ricostruito il rilascio illecito di autorizzazioni all’ingresso nel territorio nazionale e nell’area Schengen nei confronti di almeno 95 cittadini russi, con validità tra 1 e 3 anni. I visti sono stati concessi in assenza dei requisiti previsti dalla normativa, attraverso documentazione falsificata o non sottoscritta, spesso senza la presenza fisica del richiedente. Le richieste sono state veicolate da tre agenzie di viaggio con sede a Mosca, ubicate nello stesso indirizzo.

I cittadini russi hanno pagato alle agenzie somme comprese tra 4 mila e 16 mila euro, ben superiori alle tariffe consolari previste (45-60 euro). Parte di questi importi è stata illecitamente destinata ai due indagati, in corso di quantificazione. Il Giudice ha disposto la custodia in carcere riconoscendo il pericolo di fuga e di reiterazione dei reati. Al termine del procedimento disciplinare, il Ministero degli Affari Esteri ha destituito il diplomatico per gravi violazioni ai doveri d’ufficio.

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